Chiara Mason

Chiara Mason

Sociologo – Criminologo, Roma

Sex offender solitari e di gruppo a confronto

La ricerca in oggetto s’interroga sulle differenze tra l’aggressione sessuale commessa da un gruppo e da un singolo individuo, servendosi del modello circomplesso, uno schema strutturale intento a rilevare lo stile relazionale di due o più individui, in questo caso tra aggressore e vittima. Presuppone che le persone interagiscano tra loro attraverso un continuum che si dispiega su due dimensioni differenti: cooperazione verso ostilità e dominanza verso sottomissione. Non ci troviamo di fronte ad un modello puramente descrittivo, ma permette anche di fare previsioni sulle reazioni, nel caso specifico, della vittima, mediante il principio di complementarietà. Una volta definito lo stile relazionale, i ruoli svolti dagli interlocutori tendono a rimanere relativamente stabili, anche se una delle due parti tenta di modificarli. L’attenzione si concentra, inoltre, sul potere induttivo di una delle due parti, l’aggressore che cerca di piegare la volontà della vittima per persuaderla a compiacere le sue richieste e la forza con la quale quest’ultima cerca di imporre la propria libertà.

La Cina e la politica del figlio unico

Nel paese più popoloso del mondo, la Cina, dal 1979 con l’entrata in vigore della Politica del Figlio Unico, si vincolano le famiglie a fare meno figli, con intervalli più lunghi e più tardi. La legge stabilisce il pagamento di una multa a chiunque metta al mondo un numero di figli superiore alle prescrizioni previste, che variano dalle zone rurali a quelle urbane e a seconda del momento storico. Ben presto una normativa atta a migliorare lo stile di vita economico e sociale della popolazione cinese, diventa assassina di bambini. L’infanticidio, l’aborto selettivo, destinato alle sole bambine, e l’aborto forzato divengono metodi contraccettivi messi in atto non solo dalle famiglie non in grado di pagare le cifre onerose dell’imposta per il figlio “illegale” che hanno dato alla luce ma, mezzi leciti usati negli ospedali di tutto il paese.

L’abuso sessuale femminile sui minori

Secondo la definizione di Kempe (1962), l’abuso sessuale su minore comprende ogni situazione in cui “il bambino sia tratto a espressioni sessuali alle quali, in ragione della sua giovane età, non può liberamente acconsentire con totale consapevolezza, o che violino radicati tabù sociali” (Greco, Maniglio, 2009). Definizione che ci sembra molto esplicativa, soprattutto perché non si sofferma a tratteggiare le singole azioni che possono definirsi come abuso, facendo rientrare in tale dichiarazione anche gli atti più sfumati che potrebbero sembrare privi di una qualche forma d’intenzione seduttiva. In quest’ottica viene ridimensionato anche il concetto di violenza, visto che la stessa non è un elemento imprescindibile quando si constata la presenza di venuto abuso. Molte ricerche hanno evidenziato che la maggior parte dei casi d’incesto avviene senza l’uso della violenza, attraverso la seduzione, il plagio.