Patrizia Santovecchi

Pedofilia Culturale

Che la si chiami Corporate Paedophilia, Sindrome di Lolita, Pedofila Culturale o meno, le immagini dei molti cartelloni pubblicitari che tappezzano le nostre città, sono più efficaci di cento parole: sono gli sguardi di ragazzini/e ammiccanti, i volti interrogativi di adolescenti percorsi da indecifrabili inquietudini; sono i mezzi sorrisi o quelle parti del corpo seminascoste da maliziosi vedononvedo. Sono le pose seducenti di bambine e bambini ammaestrati e gettati nell’arena. Immagini che come un magnete stabiliscono la posizione dell’orientamento della società attuale. Importante capire che non sono solo “semplici” immagini, ma identificazioni e idealizzazioni del Sé destinate ad orientare e formare le nuove generazioni, spingendole sempre più verso una precocità e promiscuità sessuale che non tiene conto dell’effettiva maturazione e, quindi, della competenza intellettiva, emotiva ed affettiva propria del bambino.

Bambole Dipinte

I concorsi di bellezza, per bambine, negli Stati Uniti suscitano non poche forti reazioni nell’opinione pubblica e nei mass media. Da più di 100 anni, la sfilata del bambino è vissuta come fonte di intrattenimento e oggi gode di una rinnovata popolarità, grazie ai nuovi format televisivi e alla società consumistica, che vede nel bambino un’occasione per fare profitto e divertirsi. Numerosi documentari e programmi reality sui concorsi mostrano immagini di bambine vestite e truccate da donne, seguite dalle famiglie che considerano le gare una formazione valida. I detrattori ci vedono il rischio di dare una percezione distorta del corpo in giovanissima età e di legare l’immagine fisica ad una fonte di guadagno, nonché attirare l’attenzione di potenziali predatori sessuali. Servirebbe una maggiore attenzione del mondo scientifico per stabilire delle linee guida legislative per tutelare i piccoli concorrenti dai potenziali disagi affettivi, fisici e psicologici che ne potrebbero derivare.

Scuola ed educazione di genere

Affrontare oggi il tema Scuola significa toccare un argomento spinoso. Il testo legislativo di riferimento è la legge 107/2015, anzidetta “Buona Scuola”, risultato dell’ennesima Riforma: testo che ha fatto scendere nelle piazze d’Italia, non solo i sindacati e gli insegnanti, ma anche le associazioni dei genitori. Quest’ultime chiamate in causa tanto dal disegno di legge relativamente le unioni omosessuali, che dall’Emendamento relativo all’obbligatorio di insegnamento nelle Scuole di ogni ordine e grado dell’educazione di genere. Per i manifestanti ennesimo tentativo di realizzare un ulteriore passo verso l’indottrinamento gender. Per promotori dell’inserimento del cd Emendamento le proteste sono nate su una strumentalizzata e sistematica disinformazione.

Patrizia Santovecchi

Patrizia Santovecchi

Dott.ssa in Psicologia, Formatore, Educatore, FirenzeDirettore Responsabile: Profiling – I Profili dell’Abuso Presidente Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.).Già Membro del Direttivo Tecnico Operativo del Centro Universitario di Formazione sulla Sicurezza (CUFS), Dipartimento di Studi Giuridici ‑ Università degli Studi della Repubblica di San Marino.Già Collaboratore scientifico del Centro Universitario di Formazione sulla Sicurezza (CUFS), Dipartimento di […]

Amore

«Non possiamo vivere solo in funzione di noi stessi. Mille e mille fibre ci congiungono ai nostri consimili; e lungo quelle fibre, a guisa di fibre congeniali, le nostre azioni scorrono come cause e ritornano a noi in qualità di effetti». Herman Merville

Disciplina

“L’impegno è ciò che distingue chi fa da chi sogna” (M. Buonarroti)

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