Famiglia, sicurezza e territorio

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Anche il consumo della droga è un corollario, uno dei tanti volti della violenza di cui, forse, non cogliamo sempre con lucidità tutti gli aspetti: chi fa uso di droghe distrugge l’ambiente nei paesi di produzione, destabilizzandone le democrazie, nutre la criminalità organizzata che agisce dietro ai traffici (così come la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta che, come una piovra, soffocano il meridione del nostro Paese), distrugge le famiglie, colpisce i giovani, causa le morti per overdose, cronicizza nel fenomeno d’abuso decine di migliaia di persone che poi gravano sul sistema sanitario nazionale, inquina la società e sottopone a ricatto persone importanti, provoca la morte di migliaia di persone che restano vittime degli incidenti stradali.

Con riferimento proprio a quest’ultimo aspetto, ritenendo inaccettabile lo stillicidio di morti e di feriti che segna tragicamente i fine settimana lungo le strade italiane, fin dall’inizio di questa legislatura, ho dichiarato una guerra senza quartiere alle cosiddette “stragi del sabato sera” provocate da conducenti sotto l’effetto delle droghe.

Nell’ambito della delega conferitami dal Presidente Berlusconi nel settore delle tossicodipendenze, sono numerose le iniziative avviate dai responsabili del Dipartimento per le politiche antidroga, subito ricostituito presso la Presidenza del Consiglio dopo la breve delocalizzazione voluta dal Ministro per la solidarietà sociale pro tempore, per affrontare il problema della sicurezza stradale ovviamente con particolare riguardo ai fenomeni della guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di droghe.

Alcune già in porto:

  • la predisposizione, dopo oltre 18 anni dall’entrata in vigore del Testo unico in materia di sostanze stupefacenti, del documento contenente le procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di uso di sostanze stupefacenti o psicotrope nei lavoratori a rischio, in maggior parte, come è noto, operatori dell’autotrasporto ;
  • le alcune modifiche degli artt. 186 – 187 del Codice della Strada suggerite al legislatore nella fase emendativa della legge 24 luglio 2008, n. 125 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante “misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”, con cui è stato sensibilmente inasprito il regime sanzionatorio per coloro che guidano in stato di ebbrezza e dopo aver assunto droghe;
  • gli interventi normativi, contenuti nella legge 15 luglio 2009, n. 94 in materia di sicurezza pubblica, finalizzati, da un lato, a rendere più rigorose le procedure per l’ottenimento delle certificazioni mediche per il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori e, dall’altro, a rimuovere gli ostacoli di carattere giuridico che impedivano l’effettiva operatività del Fondo per l’incidentalità notturna previsto dalla legge 160/2007, mai entrato in funzione benché destinato a sostenere gli oneri finanziari delle azioni di contrasto delle tristemente notte “stragi del sabato sera”.

Altre in itinere:

  • i progetti sperimentali in quattro città pilota per l’inserimento dei cosiddetti drugs test nell’istruttoria volta al conseguimento del patentino e della patente di guida per i neo patentati, in avanzata fase di studio di fattibilità con tutti gli altri promotori dell’iniziativa;
  • le iniziative sperimentali, come ad esempio il progetto Drugs On Street: no crash del Dipartimento delle dipendenze dell’ULSS 20 di Verona, a cui il Dipartimento ha da tempo aderito, per lo svolgimento con particolari modalità degli accertamenti alcol-droga “su strada”, anche con l’intento di arrivare a colmare la lacuna tecnico-giuridica rappresentata dalla mancanza di strumenti omologati analoghi all’etilometro nel settore del contrasto alla guida sotto l’effetto degli stupefacenti;
  • la predisposizione, in concorso con altri soggetti istituzionali, delle ulteriori modifiche normative in tema di sicurezza nella circolazione, divieti di somministrazioni di bevande alcoliche, orario di chiusura di discoteche e altri luoghi ove si consumano tali bevande, regolamentazione di eventi, come i rave party, dove è più frequente e massiccio l’abuso dell’alcol e l’uso delle droghe, requisiti morali per l’ottenimento della patente di guida. A queste modifiche sta lavorando il Parlamento in sede di esame del disegno di legge sulla sicurezza stradale.

Concludo con un “pensiero positivo”. Fin dall’inizio di questa legislatura ho caratterizzato il mio impegno nel settore delle tossicodipendenze con uno slogan volutamente ad effetto: “la battaglia si può vincere” e i dati riportati nelle Relazioni al Parlamento per gli anni 2007 e 2008 stanno a dimostrare che questo mio approccio al problema non è del tutto utopistico.

Il fenomeno delle tossicodipendenze in Italia è certamente grave ma voglio dire ad alta voce che non siamo di fronte ad una situazione irreparabile, né sotto il profilo educativo e sociale, né per quanto riguarda le dimensioni del problema, non così numericamente drammatico come si sente ripetere ogni giorno.

Desidero, insomma, dare un segnale forte all’opinione pubblica, cui va detto che non tutto è perduto e che, in realtà, il fenomeno deve essere valutato nelle giuste dimensioni, ricordando che ci sono tante persone che non usano la droga, considerano riprovevole farlo e sono consapevoli dei terribili rischi per la salute che tale pratica comporta.