Norme di redazione degli articoli

La Rivista “Profiling – I profili dell’abuso”, pubblica le seguenti tipologie di articoli.

 

Articoli originali o report di ricerca: articoli originali, non pubblicati in precedenza su altre riviste, e report di ricerche concluse o in corso di svolgimento. La lunghezza massima dell’articolo dovrà essere di 18 cartelle, corrispondenti a circa 32.000 caratteri (spazi inclusi). Sarà compito della Redazione decidere in quale rubrica collocare il pezzo a seconda dell’argomento trattato.

Articoli di approfondimento: lavori di approfondimento di tematiche a livello teorico o empirico. Si tratta di articoli non peculiari sotto il profilo dell’originalità, ma che possono comunque fornire degli stimoli interessanti nell’approfondimento di determinati argomenti. Anche per questa categoria valgono, come modello di riferimento, i criteri di redazione riportati al paragrafo precedente. La lunghezza massima dell’articolo dovrà essere di 18 cartelle, corrispondenti a circa 32.000 caratteri (spazi inclusi). Sarà compito della Redazione decidere in quale rubrica collocare il pezzo a seconda dell’argomento trattato.

Articoli brevi o Short communications: brevi elaborati di massimo 9 cartelle, corrispondenti a circa 16.000 caratteri (spazi inclusi), che riportano analisi critiche o descrizioni pratico-metodologiche della casistica, nazionale o internazionale, di interesse clinico, forense o storico-criminologico, nonché nuove ipotesi teoriche o modelli e tecniche innovative. Per la peculiarità del prodotto è consentito proporre, nel testo, valutazioni e opinioni personali aventi per argomento modelli o ipotesi teoriche o casi di particolare interesse anche se ancora in corso di approfondimento.

Recensioni: recensioni di volumi, saggi, monografie o manuali di particolare interesse per il settore. Nel testo saranno riportate le informazioni complete sull’opera recensita e una foto della copertina del volume. Le recensioni dovranno essere di lunghezza non superiore alle 3 cartelle. La naturale collocazione delle recensioni è prevista nella rubrica “Segnalibro”.

N.B.: Per la lunghezza gli articoli, in ognuna delle tre forme sopra indicate, sono da considerarsi esclusi l’abstract, le eventuali note e la bibliografia finale.

 

Ogni articolo dovrà riportare, nel seguente ordine:

  1. titolo del lavoro;
  2. nome completo dell’autore/degli autori, con file a parte di Scheda Autore contenente breve indicazione dei titoli formativi e professionali (vedere Schede Autore sul sito);
  3. abstract in italiano, di lunghezza non superiore ai 1.000 caratteri, spazi inclusi (esso dovrà contenere il senso dell’intero lavoro e rispondere alle domande: quali finalità del lavoro? Come è stato fatto? A quali conclusioni ha condotto?);
  4. parole chiave in italiano (da 2 a 5, separate da un punto e virgola);
  5. testo dell’articolo in italiano, diviso in paragrafi (laddove possibile, si consiglia di non utilizzare sottoparagrafi; se presenti, essi dovranno comunque essere numerati progressivamente);
  6. se presenti nel testo eventuali figure e/o tabelle, esse dovranno essere numerate progressivamente e richiamate con opportuno riferimento all’interno del testo;
  7. gli articoli devono essere inviati in versione Word oppure RTF, in nessun caso in PDF, JPG o altri formati non modificabili.
  8. le immagini devono essere inviate in JPG.
  9. in ultimo, bibliografia completa, da redigere secondo le norme sotto riportate.

 

Ulteriori indicazioni:

  1. note a piè di pagina: le eventuali note a piè di pagina dovranno essere di carattere esclusivamente esplicativo di parte del testo, ed indicate con numeri progressivi (esse dunque non sono bibliografiche – vedi oltre per le indicazioni bibliografiche);
  2. parole straniere: per evidenziare eventuali parole straniere, dovrà essere utilizzato esclusivamente il corsivo (mai il grassetto o il sottolineato);
  3. parti del testo: per evidenziare parti del testo si dovrà essere utilizzato il  grassetto (mai il sottolineato); termini o espressioni che si intendono evidenziare devono essere compresi tra virgolette (“ ”).
  4. citazioni testuali: le citazioni testuali di altri autori all’interno del testo dovranno essere scritte in corsivo e comprese tra caporali (« ») e al termine della citazione dovrà essere riportato il cognome dell’autore, l’anno e la pagina (p.) o le pagine (pp.) di riferimento, così come in uno di questi esempi:

 (Bruner, 1986, p. 75), citazione di un solo autore.

(Ardizzone & Rivoltella, 2003, pp. 11-13), citazione di due autori.

(Tufte, Rasmussen & Christensen, 2005, p. 23), citazione fino a tre autori.

(Mayer et al., 2005, p. 36), citazione di più di tre autori.

 

Si fa presente che nel caso di citazioni testuali il testo deve essere riportato fedelmente e integralmente. Ogni eventuale aggiunta va indicata tra parentesi (…), ogni omissione va indicata con tre puntini di sospensione tra parentesi […].

 

Citazioni non testuali: in tale caso non è necessario indicare la pagina di riferimento, e le citazioni non testuali dovranno essere riportate secondo le norme dell’American Psychological Association (APA), all’interno del testo dell’elaborato con cognome dell’autore ed anno, così come in uno di questi esempi:

(Bruner, 1986), citazione di un solo autore.

(Ardizzone & Rivoltella, 2003), citazione di due autori.

(Tufte, Rasmussen & Christensen, 2005), citazione fino a tre autori.

(Mayer et al., 2005), citazione di più di tre autori.

 

Criteri di redazione per la Bibliografia finale:

Le fonti bibliografiche utilizzate per la stesura dell’elaborato vanno riportate in ordine alfabetico secondo il cognome degli autori; in subordine, se si citano più fonti per lo stesso autore, va rispettato l’ordine cronologico di pubblicazione, dal più antico al più recente.

Per la citazione delle varie fonti bibliografiche possono essere utili gli esempi qui a seguire.

 

Monografie: l’indicazione di base è la seguente:

Cognome dell’autore – nome puntato – data tra parentesi – virgola – titolo in corsivo con la prima lettera maiuscola – virgola – città di pubblicazione – virgola – casa editrice.

Esempio: Rossi M. (2005), Psicologia, Milano, Giuffré.

 

Precisazioni:

  • se vi sono due autori, e fino a tre, i loro cognomi vanno separati da una “&”;
  • se vi sono più di tre autori, dopo il primo cognome si aggiunge un “et al.”;
  • se si citano contributi tratti da testi “a cura di”, tale indicazione va data tra parentesi dopo il cognome dell’autore e prima della data di pubblicazione:

Esempio: Rossi M. (a cura di) (2005), Psicologia, Milano, Giuffré.

Nel caso di eventuali riedizioni del testo, oppure nel caso di testo con più volumi, tali indicazioni vanno riportate tra parentesi subito dopo il titolo: usando i numeri romani per le riedizioni; usando i numeri arabi per i volumi:Rossi M. (2005), Psicologia (Vol. 1), Milano, Giuffré.

Esempio: Rossi M. (2005), Psicologia (II ed.), Milano, Giuffré.

Nel caso di citazione di un singolo saggio all’interno di una raccolta, l’indicazione di base è la seguente:

Esempio: Bianchi S. (2005), Il modello cognitivo-comportamentale. In Rossi M. (Ed.), Psicologia (pp. 321-349), Milano, GiuffréCognome – nome puntato – data tra parentesi – virgola – titolo dell’articolo in tondo – virgola – nome della rivista in corsivo – virgola – numero del volume in corsivo – due punti – numero di pagine.

 

Precisazioni:

Esempio: Verdi C. (2010), La psicologia umanistica, Archivio Italiano di Psicologia, 9:61-85.

 

Articoli su Rivista: l’indicazione di base è la seguente:

Cognome dell’autore – nome puntato – data tra parentesi – virgola – titolo del saggio in tondo – punto – “In” – cognome del curatore – nome puntato – (Ed.) – virgola – titolo del libro in corsivo – (p. o pp. separate da trattino) – virgola – città di pubblicazione – virgola – casa editrice.

Nel caso di due o più autori, valgono le indicazioni di cui sopra (uso di “&” e “et al.”)

Nel caso di rivista con più fascicoli, dopo il numero del volume si indica il numero del fascicolo tra parentesi, seguito poi dall’indicazione delle pagine.

Articoli/testi telematici: l’indicazione di base è di riportare, per esteso, l’url telematico ove si è presa visione della fonte.

 

Precisazione:

Esempio: Rubin A.J. (2010), Many Dead in Suicide Attack on Hotel in Afghan Capital. In The New York Times, disponibile alla pagina http://global.nytimes.com/

Esempio: Verdi C. (2010), La psicologia umanistica, Archivio Italiano di Psicologia, 9(2):5-9

Nel caso di fonti non datate, dopo il titolo della fonte va indicato “n.d.” tra parentesi.

 

Precisazioni per ulteriori citazioni bibliografiche

Esempio: Bianchi S., Elenco di scritti di psicologia (n.d.), disponibile alla pagina: www.lgs.uk.ac/bianchi/psicologia [“n.d.” sta per no date – documento non datato];

Nel caso di fonti inedite non ancora pubblicate (manoscritti, Tesi di Laurea o di altro tipo), si inserisce l’indicazione tra parentesi, al termine della citazione:Bianchi S. (2011), La regolazione affettiva (Tesi di Laurea inedita), “Sapienza” Università degli Studi di Roma.

Esempio: Bianchi S. (2011), La regolazione affettiva (manoscritto inedito).

Nel caso di citazione di presentazioni congressuali, si segue lo schema di cui sopra.

Esempio: Bianchi S. (2011), La regolazione affettiva (Presentazione congressuale al III Congresso della Società di Psicologia, Roma).

 

Gli articoli che non saranno redatti secondo le norme editoriali della Rivista non verranno presi in considerazione.