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KeyCrime: il “conclusive reasoning” nell’attività anticrimine della Polizia di Stato

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È tra l’intelligence technology e il cognitivismo osservazionale che possiamo generare il conclusive reasoning nella delimitazione tra repressione e prevenzione del crimine? Ebbene pare di si, se non restringiamo il concetto di criminal profiling ai soli parametri sino a pochi anni fa a noi noti. Ad allargare la nozione di cui sopra e quindi espandere così il raggio di azione della prevenzione, dando origine alla c.d. predictive policing, da qualche anno ci sta pensando un software, il KeyCrime, ideato dall’assistente capo della Polizia di Stato Mario Venturi, il quale seppur accentra la sua straordinarietà scientifica sull’utilizzo di algoritmi incanala con metodo rigoroso, verso un unico punto d’incontro, diverse ma cooperanti deduzioni scientifiche, atte a generare il “ragionamento conclusivo” su una attività investigativa e/o anticrimine.

Identità sessuata e teoria di gender

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Uno dei temi oggi più dibattuti è il tema dell’identità sessuale riferito alla persona umana. Infatti da quando la cosiddetta “teoria di genere” è uscita dai contesti accademici proponendosi alla scena giuridica internazionale, intere società nazionali sono state coinvolte in un lavoro di ristrutturazione secondo schemi antropologici inediti.
Scopo del presente lavoro è quello di approfondire l’argomento, partendo proprio dalla terminologia, dal senso compiuto dalle parole utilizzate allo scopo di favorire una maggior comprensione su un dibattito così delicato e cocente qual è la volontà di una radicale rielaborazione dell’umano così come ci è stato consegnato dalla Storia.

KeyCrime© – La chiave del crimine

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Acquisire un sistema di prevenzione e contrasto del crimine efficace ed efficiente è un problema reale e comune a tutti sistemi di giustizia nel mondo: è indubbio che per tutti gli ordinamenti e sistemi giudiziario-amministrativi sia difficile, se non impossibile, raggiungere la formula aurea, la chiave universale per prevenire, contenere, limitare la commissione del crimine e quindi, consegnare l’autore del reato alla giustizia, nel fine di preservare un equilibrio stabile nell’assetto socio-economico della collettività di riferimento. Nell’ambito degli studi di predictive policy, sono stati elaborati pochi e significativi sistemi che hanno cercato di rallentare o prevenire il proliferarsi dei reati: ma nessuna delle tecniche di analisi investigative di polizia predittiva ha superato l’affidabilità e l’efficienza di un software tutto MADE IN ITALY, chiamato appunto KeyCrime.

Droghe da stupro: il GHB ed i suoi analoghi

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Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole incremento di reati agevolati dall’uso di sostanze psicoattive al fine di soggiogare la volontà dell’assuntore, creando uno stato di semi incoscienza prima, e di amnesia poi, così da abusarne sessualmente o a scopo di raggiro e rapina. In tal contesto, tra le sostanze più note ritroviamo il GHB (acido gammaidrossibutirrico), i suoi precursori (GBL e 1,4-BD) ed i suoi analoghi (GHV e GVL). L’uso di queste sostanze è una problematica sanitaria e sociale di crescente interesse in tutto il mondo ed anche in Italia. Ciò nonostante, il fenomeno è mal interpretato e sottostimato, soprattutto in virtù della carenza di adeguate strutture in grado di fornire dati analitici/tossicologici specifici e per la scarsa afferenza delle vittime alle strutture sanitarie.

La vulnerabilità della condizione umana: tra inermità e sopravvivenza

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In questo saggio si prende in esame la condizione umana nelle diverse figurazioni della vulnerabilità a partire dall’analisi della violenza in guerra. I due principali eventi della Seconda Guerra Mondiale: la Bomba atomica e i campi di sterminio hanno lasciato il compito di pensare la comune umanità perché la distruzione istantanea di migliaia di vite e la riduzione a disumanità hanno spostato l’attenzione sul tema della vulnerabilità senza scampo di chi è ridotto a nulla o a cosa. Si è presa in esame anche la figura del sopravvissuto. Sopravvive in guerra chi uccide, chi non ripone l’attenzione sulla vulnerabilità del soldato morente per non sentire quel vulnus come immanente alla propria vita, il sopravvissuto si tiene lontano dal morente ma è forte nel suo essere vivo di fronte al morto. Sia la figura dell’inerme che quella del sopravvissuto sono centrali per articolare il tema della vulnerabilità e l’interrogazione etica ad esso correlata in relazione all’esperienza della violenza.

Il popolo degli scomparsi

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Il presente contributo analizza il fenomeno della scomparsa della persona fisica in Italia nel corso dell’ultimo biennio (2010-2011), a partire dai risultati del monitoraggio, compiuto dal Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, pubblicati in apposite Relazioni rese note dalla stessa agenzia governativa. All’inquadramento nosografico dell’oggetto di indagine segue l’interpretazione del dato statistico alla luce del contesto motivazionale esplicitato nella c.d. segnalazione di scomparsa. Particolare attenzione viene riservata alla scomparsa minorile e alle plausibili cause ad essa sottese. Brevi cenni in merito al “numero oscuro” e ai principali indici di occultamento del fenomeno completano il lavoro.

I bambini oggi? Oggetti di consumo più che soggetti di diritto

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È già maggiorenne da tre anni ma è ancora molto poco conosciuta. Approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia ed è diventata il primo trattato internazionale […]

L’abuso sessuale femminile sui minori

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Secondo la definizione di Kempe (1962), l’abuso sessuale su minore comprende ogni situazione in cui “il bambino sia tratto a espressioni sessuali alle quali, in ragione della sua giovane età, non può liberamente acconsentire con totale consapevolezza, o che violino radicati tabù sociali” (Greco, Maniglio, 2009). Definizione che ci sembra molto esplicativa, soprattutto perché non si sofferma a tratteggiare le singole azioni che possono definirsi come abuso, facendo rientrare in tale dichiarazione anche gli atti più sfumati che potrebbero sembrare privi di una qualche forma d’intenzione seduttiva. In quest’ottica viene ridimensionato anche il concetto di violenza, visto che la stessa non è un elemento imprescindibile quando si constata la presenza di venuto abuso. Molte ricerche hanno evidenziato che la maggior parte dei casi d’incesto avviene senza l’uso della violenza, attraverso la seduzione, il plagio.

Famiglia, sicurezza e territorio

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Anche il consumo della droga è un corollario, uno dei tanti volti della violenza di cui, forse, non cogliamo sempre con lucidità tutti gli aspetti: chi fa uso di droghe distrugge l’ambiente nei paesi di produzione, destabilizzandone le democrazie, nutre la criminalità organizzata che agisce dietro ai traffici (così come la camorra, la mafia, la […]

I raptus: luci e ombre di azioni apparentemente incomprensibili

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Cos’è il raptus? Partendo da un fatto di cronaca, un sedicenne che all’improvviso tenta di sgozzare il padre dopo che quest’ultimo gli ha staccato la spina della playstation, il professor Amato Luciano Fargnoli, psicologo e criminologo, prende in esame uno dei fenomeni più misteriosi della mente umana. Risposta sproporzionata e improvvisa, il raptus viene definito come quell’attimo, nella continuità della vita psicologica del soggetto, in cui si interrompe violentemente il controllo di sé. E’ prevedibile? Essendo di solito una manifestazione propria delle persone normali, e non dei malati psichiatrici, il raptus è il punto di svolta di una storia che si prepara prima ma i segnali vengono spesso ignorati o sottovalutati. Insomma, il raptus andrebbe riformulato in psicologia, perché è un momento molto particolare della vita psicologica dell’essere umano in cui si intrecciano condizioni interne e esterne, coercizioni e intrusioni, stress e fragilità, contesti e solitudini la cui sintesi ancora oggi ha bisogno di studi e approfondimenti.