CaseHistory

E fra le braccia niente

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Un tempo avevo una moglie. Una moglie che amavo e che mi amava. Un tempo avevo una famiglia. Un tempo avevo una vita. Adesso sono un uomo solo e amareggiato. Voglio ancora bene a mia moglie ma non posso fare niente per lei. Il senso di impotenza mi devasta e mi arrovella il cervello. Si, quanto sono tristi adesso le giornate. Giornate passate da solo a ricordare come era dolce la mia Carmela prima che un “male oscuro” travestito da “amore fraterno e verità assoluta” la trasformasse in un essere che non riconosco più.

L’ascolto dell’abuso, l’abuso dell’ascolto: il caso di Marta

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L’obiettivo di questo contributo è duplice: da un lato quello di illustrare la metodologia operativa utilizzata in un caso di presunto abuso sessuale in cui è stato necessario ascoltare una bambina in fase di indagini preliminari. Dall’altro evidenziare sia le buone prassi che i possibili errori che si possono commettere con una scorretta gestione di questo strumento processuale. Il caso esaminato è quello di Marta, una bambina di 8 anni coinvolta in un procedimento penale per presunti abusi sessuali a suo danno agiti da un conoscente. La notizia di reato arriva giunge a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria tramite la segnalazione della scuola frequentata dalla bambina. Marta, nell’arco di una giornata, avrebbe infatti parlato prima con una sua compagna di classe e poi con la madre, riferendo loro quanto le sarebbe accaduto circa due settimane prima. La consulente viene a conoscenza della storia di Marta poiché incaricata dalla Procura di procedere all’ascolto della bambina. La trattazione del caso in oggetto è occasione per riferire circa le procedure e gli strumenti utilizzati fin dalla fase di pianificazione dell’intervento a seguito dell’incarico, passando per la raccolta delle dichiarazioni, fino al congedo di Marta e della mamma.

L’overkilling. Un caso di parricidio

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Il contributo, prende spunto da un reale caso di parricidio avvenuto nel 2007, per mano di un giovane poco più che ventenne. Un omicidio particolarmente efferato, che ben si presta per le modalità di azione e per le condizioni dell’autore di reato al momento del fatto, ad analizzare nell’ottica giuridica le connessioni tra imputabilità e l’uso di sostanze stupefacenti per capire quando l’uso di tali sostanze può escludere la capacità di intendere e di volere. Attraverso il contributo della valutazione psichiatrica unitamente all’analisi criminologica del modus operandi, è possibile comprendere i rapporti tra la rilevanza giuridica di un reato efferato e particolarmente grave come quello del parricidio e le correlazioni con la presenza dell’overkilling, cioè di quella modalità dell’azione che va al di là della necessità immediata di uccidere la vittima. Nell’analisi del caso, dunque, verranno anche spiegate le motivazioni e la scelta strategica adottata dalla difesa che ha portato ad una sentenza di assoluzione per mancanza della capacità di intendere e di volere al momento del fatto e la mancata applicazione di misure di sicurezza.

Donne spalmate di buio

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La storia di Edoway, giovane nigeriana finita nella tratta delle nere e costretta poi a prostituirsi con il ricatto più terribile: il Woodoo. La vicenda si spinge fino al limite estremo, la morte, alla quale la ragazza riuscirà a scampare solo per miracolo. Una storia come ce ne sono tante in Africa. Ma purtroppo non tutte hanno un lieto fine come questa. Porta alla luce uno dei drammi più frequenti di quella terra, la schiavitù ai riti di magia nera e le conseguenze nefaste che questi portano a chi cade nella trappola messa in atto dagli stregoni. Il vantaggio è solo per i pochi profittatori senza scrupoli che sfruttando l’ingenuità e l’ignoranza, si arricchiscono alle spalle della povera gente.

In attesa dell’Apocalisse

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Per condurre il caso della setta di Penza è stata istituita una squadra investigativa composta da specialisti di Mosca esperti in criminologia e sette. Al tempo stesso il dipartimento investigativo di Penza ha avviato un’inchiesta contro Petr Kuznetzov il “Santo”, come lo chiamavano i sui fedeli, e poco importava che gli eremiti si fossero rinchiusi nella grotta “volontariamente”. Dopo che la storia di Penza ha attirato l’attenzione a livello internazionale, hanno cominciato a giungere diverse notizie riguardo l’attività di gruppi simili. Nonostante nomi, appartenenze e tradizioni religiose diverse, tutti hanno in comune il rifiuto del sistema statale della Russia. I membri di queste associazioni non accettano di avere passaporti, carte d’identità, criticano il clero ufficiale. Leggono testi da contenuti estremisti e le loro idee sono ampiamente supportate dalla popolazione e da alcuni rappresentanti del clero.

La libertà rubata

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La libertà intesa come diritto della persona, valore interiore di responsabilità della propria vita, riconoscimento di sé e rispetto per l’altro, dovrebbe naturalmente fiorire in ogni uomo come parte integrante e innegabile del suo essere e della propria vita. La libertà, di fatto, è spudoratamente sottratta con l’inganno da chi usa tecniche di manipolazione mentale, soggiogando persone per fini illeciti allo scopo di detenere potere e vantaggi personali. La vera tragedia delle vittime è l’impossibilità di rendersi conto di essere caduti in una gabbia atroce, mentre il plagio è già in atto. Tanto non se rendono conto da arrivare al punto di tutelare l’aguzzino, perdere ogni senso critico, passo dopo passo fino ad accettare passivamente ogni controsenso, ogni assurdità, ogni abuso, ogni violenza. Con la convinzione che quella sia l’unica strada possibile da percorrere per risolvere i problemi, per un futuro migliore. Un futuro che però non arriva mai.

Perversione e patologie nei crimini violenti

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Il perverso si muove in una “prigione metaforica” che appronta per la sua vittima e nella quale confina se stesso; in una tela di ragno che tesse non per sopravvivere ma per ridurre in schiavitù, per inibire, per affossare, per sopprimere l’altro della cui vita si alimenta. Il perverso può apparire paradossalmente affascinante. Le caratteristiche generali della perversione derivano proprio dal meccanismo genetico della stessa. Tutti i perversi hanno la spiccata tendenza a nascondersi, isolandosi in zone d’ombra piuttosto che confondersi nella massa; si mostrano del tutto diversi da quello che sono, sono circondati da segreti e cercano l’omertà e la connivenza dell’altro, cercano di affascinare la vittima con l’incanto della morte.