Nel segno del culto

Donne Esoteriche

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Epoca, quella della seconda metà del 1800, dove oltre ad esserci un ripensamento della tradizione cristiana – va aggiunto che eravamo in piena cultura romantica, quella dello sturm und drang – viene data importanza al sogno e all’inconscio. Quella, che privilegia la conoscenza per intuizione, che lega fino a confonderli il sovrannaturale e il naturale. E, diciamolo, quella, che da importanza ‘nuova’ all’elemento femminile. Al punto che in quegli anni c’è chi coltiva l’idea della necessità di fondare una società rigenerata “moralmente” dalla spiritualità femminile. Complice, invero, allo sviluppo di un simile atteggiamento anche un controverso rapporto tra donne e modernità. In sintesi, le donne, le più colpite dalla modernizzazione cercano di bloccare gli effetti disgregatori di questo processo proponendosi protagoniste di una nuova era. Intento forse lodevole, i risultati lo saranno molto di meno alla fine, almeno nella maggior parte dei casi.

Un distillato Bohémienne tuttora famoso: l’assenzio

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L’assenzio è un distillato ad alta gradazione alcolica 60-70° all’aroma di anice, generalmente dalla colorazione verde smeraldo o verde chiaro, derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell’Artemisia absinthium L. dal quale prende il nome. Le proprietà officinali della pianta sono conosciute ed utilizzate fin dall’antichità. Tale distillato conobbe una diffusione eccezionale nell’800, e divenne particolarmente noto alla fine del secolo, grazie alla fama che ebbe tra gli artisti e gli scrittori di Parigi. Il successo dell’assenzio in Europa fu clamoroso, ma altrettanto rapido fu poi il suo declino. Attualmente l’assenzio, ritornato in voga, trova applicazione durante la celebrazione di numerose ritualità magico-esoteriche dove lo si celebra come capace di ridurre la carica aggressiva, sviluppare la calma e fortificare corpo e mente. Questo utilizzo “nascosto” ma diffuso ha posto le basi per indagarne il suo reale consumo voluttuario tra i giovani, in considerazione della sua facile reperibilità e dei suoi effetti farmaco-tossicologici.

Il fuoco: fra mito e religiosità

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Nel mito bene e male si stringono, nel fuoco, in un abbraccio fatale. Nonostante esso abbia per sempre cambiato in meglio le sorti dell’umanità, racchiude in se il mistero: fonte di calore e di luce, elemento dalla materialità domestica, resta però inafferrabile agli uomini, a volte irrefrenabile, spesso temibile e altrettanto seducente. È da ricercare perciò in questa sua dualità il fascino che il fuoco provoca negli uomini: esso divora, con la sua fiamma distruttiva, tutto quello che incontra nel suo passaggio, lasciando dietro di se terreni ristorati, nutriti dalla decomposizione dei vegetali. Con la sua luce e calore permette l’esistenza, ma nel contempo ha la possibilità di distruggerla per sempre. Proprietà che hanno fatto del fuoco un potente simbolo rappresentativo sia della vita che della morte, introducendolo di conseguenza nel “mondo del soprannaturale”, come facoltà e prerogativa degli Dei entrando così a far parte dei miti, delle credenze e delle tradizioni di molti popoli.

Ayahuasca: il vino dell’anima

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Ayahuasca in lingua Quechua viene tradotto come Aya, anima, spirito, antenato o persona defunta; huasca liana, corda; significa perciò “liana dei morti”. Anche nota come yagé, caapi, natem, è il più importante allucinogeno della foresta amazzonica che viene consumato tradizionalmente dagli sciamani di numerose comunità indigene brasiliane nel corso di sessioni terapeutico/spirituali. Tuttavia il suo utilizzo con il passare dei secoli, la colonizzazione e la globalizzazione si è progressivamente modificato, generando nuove modalità di consumo all’interno di vari contesti ritualistici che vanno da quello turistico, a quello psichedelico puro, fino anche a quello magico/esoterico con ricadute criminogene.

La ripresa finanziaria post-culto

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La maggioranza dei fuoriusciti dai culti abusanti soffrono a causa di quella che si può ben definire “una rovina finanziaria”, messa in atto dai leader dei culti, che si appropriano dei loro beni. Per questo se una persona è sufficientemente forte per sopravvivere ad un culto abusante, tanto da uscirne, incorrerà numerosi ostacoli da superare. Ostacoli che sono parte integrante della vita post-culto. Essi però insegnano inestimabili lezioni su noi stessi: ogni volta che decidiamo di demolire una paura o una menzogna che deriva da anni di indottrinamento ad opera di un culto, ci riprendiamo la nostra forza e la nostra vita. Possiamo dire a noi stessi “quest’ambito della mia vita adesso è di nuovo mio”.

La secolarizzazione e l’eclissi del sacro

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La religione da sempre, fonte di norme coesive tra gli individui, rende plausibile la realtà scongiurando l’anomia sociale. Oggi con il pluralismo religioso vi sono varie “strutture di plausibilità” in concorrenza tra loro. Inoltre, poiché la religione non incide più come un tempo sulla formazione di una cultura sociale, non si propone più come una realtà decisamente importante, ma può essere adottata o rifiutata a piacimento; da qui l’idea, vera o presunta, della volontarietà. Dalla metà del secolo scorso si è assistito ad un proliferare di piccoli gruppi o vere e proprie organizzazioni “multinazionali”: culti vari, alcuni dal sapore esotico altri di tipo magico. Molti promuovono dottrine sincretiste di tipo esoterico-iniziatico; ma tutti si dichiarano depositari di “verità” assolute o di “conoscenze” superiori. Questo crescente numero di gruppi e formazioni religiose, prevalentemente a carattere settario, ha costretto gli osservatori sociali a constatare che i fenomeni religiosi non erano residuali, ma davano origine a nuove forme del sacro che non potevano essere ignorate.

Il sacro e il profano

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In tutti i popoli è presente il riferimento al sacro, al trascendente o semplicemente al religioso. Tutto ciò che all’uomo appare come punto di concentrazione di questa forza, diventa per lui sacro, tremendo, prezioso, inavvicinabile. L’atteggiamento dell’uomo di fronte al sacro è improntato, a un tempo, dal timore e dalla fiducia: persone sacre, animali sacri, gesti sacri, parole sacre, libri sacri, oggetti sacri, vestiti sacri, canti sacri. Ma anche fiumi sacri, montagne sacre, alberi sacri, grotte sacre, luoghi sacri circondati di rispetto, di mistero, di paura, di intoccabilità, di venerazione e per questo meta di pellegrinaggi. Ancora oggi in popolazioni dell’Africa e dell’Oceania dopo che si è provveduto alla soddisfazione dei bisogni primari, la dimensione magico-religiosa risulta una componente essenziale della vita. Essi si sentono partecipi di due mondi distinti: quello profano, monotono e fiacco teso alla sopravvivenza, e quello sacro, carico di energia e di eccitazione.

Diversamente uguali: ritualità e simbologia del mondo degli ultras

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“Hooligans” in Gran Bretagna e Germania, in Francia ed in Italia “Ultras”, in Olanda e Belgio “Siders”, varie definizioni non sempre coniate e volute dagli attori protagonisti, che servono a contraddistinguere i cosiddetti tifosi violenti da quelli pacifici o, quanto meno, non inclini al teppismo da stadio. L’archetipo concettuale che, normalmente, ci riconduce al teppista da stadio ha, spesso, uno stereotipo distorto. Giubbotto imbottito doubleface corto in vita; capelli rasati a zero; jeans con risvolto e anfibi sono l’immagine mentale comune; in realtà non è così o per lo meno solo in minima parte. La fenomenologia del teppismo da stadio è certamente storia recente, considerando che il suo apparire, per lo meno con dati di rilievo, è notevolmente vicino a noi. Di conseguenza lo studio del fenomeno stesso è agli inizi e non può fare a meno di supporti sociologici e criminologici antecedenti, legati, quindi, a manifestazioni similari.

Identikit del reclutatore

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Ricerche di “psicologia delle masse” hanno da tempo evidenziato come l’individuo sia fortemente influenzato dal fatto di trovarsi a far parte di una comunità riunita in un certo luogo geografico. Fattori come tradizione, cultura, famiglia di origine, amicizie e periodo della storia nel quale un individuo si trova a vivere, formano l’humus sociale capace di plasmare un soggetto e renderlo così come egli è. L’interpretazione della realtà è una questione sociale oltre che individuale, la conoscenza del mondo in cui viviamo dipende non soltanto dai nostri sensi, ma anche dal fatto che ci accordiamo con i nostri simili sui significati condivisi relativi al mondo esterno, realizzando una “costruzione sociale della realtà”. Per questo l’agire di un individuo è sempre in forte misura influenzato dal fatto che egli si trova a far parte di una “massa”, dove determinati modi di reazione vengono resi possibili ed altri resi difficili, e questo dal semplice fatto che l’individuo si sente parte di questa “massa”.

Religiosità e libertà

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Il fenomeno religioso costituisce una dinamica umana particolarmente complessa e delicata, compresi i suoi derivati “scismatici”; da cui poi si formano nuovi gruppi con “nuove” idee religiose, spesso con modalità sincretiste. Spunto che ha sempre alimentato ampie discussioni, è la discriminante fra il lecito e l’illecito che caratterizza simili strutture. Dove finisce il gruppo e dove inizia la setta? Dove finisce la comunità e inizia la coercizione mentale, il condizionamento e l’abuso? Un segnale chiarificatore si può trovare nel continuo aumento di posizioni critiche, di racconti di esperienze vissute all’interno di determinati culti e nelle difficoltà degli aderenti a lasciare il gruppo senza subire danni alla propria dignità, o essere oggetto di atteggiamenti persecutori al limite della legalità. Inoltre, cresce il numero delle famiglie disgregate perché uno dei congiunti è diventato un adepto. Il problema dunque è presente, concreto e allarmante.

La magia: tra desiderio e paura

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Il disincanto del mondo, la scomparsa della dimensione religiosa socialmente condivisa, la razionalizzazione della società, hanno creato un vuoto abissale nell’immaginario dell’uomo comune che vive, soffre, muore e vuol sapere il perché. Il disagio di fronte a questo mistero, la solitudine e l’incapacità di accettare la perdita, stanno spesso alla radice della ricerca di un mezzo per superare la barriera che sembra separare l’uomo dall’aldilà. Così è facile prevedere che medium e spiritisti si facciano carico di questi bisogni, cercando di enfatizzare i sentimenti di angoscia che già prova chi soffre per la perdita di una persona cara o chi guarda con terrore alla possibilità della propria morte. Bisogna aggiungere a queste tematiche l’insicurezza e la paura del domani, l’isolamento dei soggetti nelle metropoli, la mancanza di punti di riferimento certi, la crisi della psicanalisi e così, il gioco di maghi e indovini è fatto. Magia e maghi oggi vivono il loro eldorado.

Culti abusanti e difficoltà di svincolo

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Alla ricerca di uno spazio in cui sentirsi amati, alcuni, si ritrovano implicati in culti che per la loro prassi si possono definire abusanti nella convinzione di aver finalmente trovato, una giusta collocazione: sentirsi finalmente degni di accoglienza, di ascolto, di amore. Una solitudine che spesso, trova rifugio in gruppi in cui riacquistare la sicurezza e l’autonomia tanto desiderata. Molte volte però, quello spazio si trasforma in una prigione, invisibile, un legame che diventa vincolo, che porta nell’abisso della spersonalizzazione, nell’annichilimento della volontà, che prosciuga la forza ed il coraggio, se non anche la consapevolezza di tornare alla libertà. Per comprenderne le motivazioni è opportuno analizzare quei meccanismi psicologici tipici, che fondano la propria matrice psicodinamica nella strutturazione dei legami di attaccamento, di costruzione della propria autostima e di coesione del proprio sé.

Il paradiso non può attendere

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L’Armageddon, per gli oltre mille “fedeli” del “Movimento per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti di Dio”, arrivò con leggero ritardo: preannunciata per il fatidico 31 dicembre 1999, giunse poi il 17 marzo 2000. A volte anche le “fini del mondo” possono avere intoppi o, chissà, provare pietà. Quella pietà di cui non fu dotato Joseph Kibwetere. Dopo, è la cronaca di un’ecatombe. La descrizione di quello che è restato di centinaia di persone ammassate in una baracca, chiamata chiesa, dalle porte e le finestre serrate dall’esterno, con assi di legno e chiodi per impedire qualsiasi via di fuga. È la storia di una sètta cristiana denominata “Movimento per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti di Dio”, responsabile di uno dei più terrificanti massacri nella pur sanguinolenta storia dei culti millenaristi.

Enfants Sorciers: i bambini demoni

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Li chiamano shegué “bambini di strada” o enfants sorciers, “bambini sorci”. Un’orda di bambini che si aggira famelica nell’informe reticolo degli slum della Cité: sobborghi fangosi, fetidi, senza fogne e luce, appestati da rifiuti imputriditi. Sono i ndoki, “stregoni”, detentori di un potere fra i più temibili capace di compiere malefici terribili, di provocare le sciagure più atroci e perfino la morte di animali e persone con la sola forza della mente. Hanno dai cinque ai quindici anni, sono i “piccoli dannati del Congo”, costretti a vivere di piccoli espedienti e di grandi abusi sui marciapiedi. Un incubo che affligge un numero enorme di minori nella sola capitale Kinshasa. Anche se non ci sono dati certi, si va da un dato ottimistico di quarantamila “bambini di strada” a un dato, probabilmente più realistico, di settantamila, per la maggior parte sieropositivi. E nonostante il tasso di mortalità sia altissimo: un shegué su due non sopravvive al quarto anno di vita di strada, il loro numero aumenta di anno in anno.

Il satanismo: un atto di fede rovesciato

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Le sette sataniche rappresentano ancora oggi un’incognita totale. Della loro diffusione non si hanno dati certi. Non abbiamo idea di cosa stia succedendo, per esempio, nei Paesi dell’Est, in Africa, in Asia, in India. Sappiamo ben poco sul numero di gruppi che, sempre più spesso, in base a credenze sincretiste, si organizzano o si riorganizzano magari risorgendo dalle ceneri di “vecchi” o “nuovi” culti. Il fenomeno satanista e i suoi derivati sono tutti debitori dei riti ancestrali che prevedono il sacrificio umano, sogno sempre più diffuso in America ed in Europa. Le devianze “religiose” proprie di un popolo non sono più circoscritte a una singola cultura, ma oggi riguardano anche paesi che ospitano sul proprio territorio le persone che giungono dai luoghi dove certi riti sono nati. In Italia il proliferare di culti e sette sataniche o pseudo-tali sta chiaramente dimostrando quanto siano inadeguati i nostri mezzi di controllo e di monitoraggio.

L’Analogical Marking

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Thriller religiosi contro la cultura giudaicocristiana e apocalittici: un business editoriale non indifferente entro il quale s’inseriscono a volte la deception e l’inquinamento ideologico a fini destabilizzanti e di disgregazione sociale. Le conseguenze possono essere l’azione criminale vera e propria, istigata dal plagio psicologico e la disinformazione. È il risultato di un mondo in evoluzione che ha necessità di nuovi modelli sociali entro i quali, però, si inseriscono forze politiche e religiose che si affrontano utilizzando tecniche dell’intelligence aggressiva pur di vincere il proprio gioco.

La Polizia di Stato e le sette

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Il lavoro e l’impegno della Polizia di Stato quando ha a che fare con il mondo delle sette, sataniche e non. L’istituzione nelle Questure delle SAS (Squadre anti sette) incardinate nelle Squadre Mobili, con il compito di contrastare eventuali forme criminali legate alle sette. Ma anche tutti i problemi che derivano dagli abusi e dalle violenze psicologiche, spesso non configurabili in un reato e quindi non perseguibili legalmente. Francesco Nannucci dà un quadro lucido dell’universo complesso che ruota attorno al problema sette e descrive puntualmente l’impegno dei poliziotti che sono chiamati a offrire la propria professionalità o il proprio aiuto, anche nei vuoti di legge, per dare risposte efficaci a chi rimane vittime di certe trappole. L’appello di Nannucci punta a uno sforzo comune, una collaborazione tra diversi enti e istituzioni, per affrontare il problema e per convincere le vittime o i loro familiari a condividere problematiche che arrivano là quando la prevenzione non è stata sufficiente.

Il Canto delle Sirene: persuasori occulti e culti abusanti

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L’uomo fin dai suoi primi scambi comunicativi si è interessato della persuasione e delle sue argomentazioni nel tentativo di indurre le persone a mettere in atto certi comportamenti piuttosto che altri. Nel corso dei secoli, perciò, innumerevoli volte si è assistito all’aggregarsi di persone entusiaste intorno alle più disparate tipologie di leader carismatici. I sogni di cambiare l’umanità, attraverso la realizzazione di società perfette dove poter vivere liberi e felici, hanno sempre affascinato persone di ogni tempo, portandole a sostenere o promuovere progetti di cambiamenti anche rivoluzionari. La strategia utilizzata per arruolare nuove forze, si basava e si basa su un serrato proselitismo che mira a sedurre il futuro adepto, il quale si caratterizza di solito per un profondo bisogno di trovare delle risposte a domande esistenziali classiche: “Da dove vengo? Perché esisto? Dove vado?”

Piccole e grandi truffe: maghi guaritori e affaristi

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Gli inganni e le bugie, nel loro diverso livello di gravità e ambito di rilevanza, sono, purtroppo, un dato costante nella vita di tutti noi. Nessuno sembra esserne immune. In questo senso il mondo appare spaccato in due, da una parte i truffatori, dall’altra i truffati. Queste due grandi categorie non sono, però, rigide e separate. Nel grande “gioco” della vita i due ambiti si presentano comunicanti e fluidi: alcune volte uno può essere “vittima” altre volte “carnefice”.
Maghi, guaritori, santoni, guru, cartomanti, veggenti, sono solo alcuni degli appartenenti alla vasta categoria dei “mentitori di professione” che, però, possono vestire anche i panni di affidabili uomini d’affari o di un innocui “tecnici del gas”.
In tutti i casi il denominatore comune non è la violenza o l’intimidazione, ma la persuasione, l’influenzamento o, perfino, il condizionamento inconscio. Le nostre consolidate convinzioni, in alcuni casi, sembrano dissolversi di fronte al sapiente utilizzo di sofisticati strumenti persuasivi.

Manipolatori seriali della mente

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Dalla metà del secolo scorso si è assistito ad un proliferare di piccoli gruppi o vere e proprie organizzazioni “multinazionali”: culti vari, alcuni dal sapore esotico altri di tipo magico. Molti promuovono dottrine sincretiste di tipo esoterico-iniziatico; ma tutti si dichiarano depositari di “verità” assolute o di “conoscenze” superiori. Si tratta di una sequela di individui che si presentano come profeti o inviati da Dio, in grado di avere accesso a canali privilegiati di comunicazione con l’aldilà, quando non si dicano Dio o Cristo in persona. Per questo è bene porre particolare attenzione a quei personalismi che proferiscono di avere “apparizioni private” o carismi particolari, così come al risveglio “forzato” di una “fascinazione” nei confronti di un sacro “selvaggio” che va dalla rinascita di pratiche magiche, vecchie e nuove, al diffondersi sempre più capillare di pratiche divinatorie, più o meno raffinate, al desiderio di trovare vie atipiche per comunicare con l’aldilà o addirittura all’evocazione esplicita di forze di natura demonica.