ProfessioneFormazione

L’agire pedagogico e la “comunicazione formativa” per prevenire il burnout

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Il presente contributo ha l’obiettivo di identificare come la comunicazione possa essere indirizzata in un’ottica costruttiva al fine di preservare ed arricchire le relazioni personali e fungere così da fattore protettivo rispetto alle condizioni di burnout. La comunicazione, se opportunamente gestita, ha, infatti, un ruolo essenziale nella prevenzione e nella gestione di situazioni conflittuali all’interno del contesto lavorativo, tanto che si può parlare di comunicazione preventiva. L’arte di essere con l’altro (cioè la capacità di ascoltare, di essere empatici e di dare e ricevere feedback) diviene allora un’arte di cui tutti dovremmo disporre e di cui la formazione deve farsi carico.

Avvocato minorile ed interesse del minore

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Il presente elaborato pone al centro dell’attenzione il ruolo dell’avvocato minorile, quale garante della tutela del primario interesse del minore nelle questioni che lo coinvolgono, nelle procedure giudiziali sia civili che penali. Nel perseguire tale obiettivo diventa fondamentale sottolineare l’importanza della complementarietà degli interventi dei vari professionisti che, a vario titolo, entrano in contatto con i minori e che affrontano le fattispecie da diverse prospettive, nell’ottica di perseguire la medesima finalità, quella di considerare il minore protagonista di ogni scelta che incida fortemente sulla propria personalità e sviluppo psicofisico.

La vittimizzazione secondaria

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La vittima del reato occupa un ruolo da protagonista nella società contemporanea e per rendersene conto è sufficiente porre l’attenzione sulle notizie presentate quotidianamente dai mass media. Da un punto di vista mediatico è sicuramente una figura sovraesposta, spesso abusata, pertanto capace di attrarre l’attenzione del pubblico in maniera direttamente proporzionale alla gravità del reato in cui è coinvolta. Viene spontaneo chiedersi se, a fronte della spasmodica attenzione mediatica, sussista un altrettanto adeguato interessamento prestatole dall’ordinamento giuridico, stavolta con finalità di tutela. Ad onor del vero solo negli ultimi decenni l’ordinamento giuridico si è compiutamente occupato della vittima da reato, ponendola al centro di uno studio interdisciplinare finalizzato tanto alla prevenzione dei fenomeni di vittimizzazione, sia primaria che secondaria, quanto alla contestuale ricerca ed attuazione di ogni idoneo strumento di tutela in suo favore.

Il Counseling: la relazione di aiuto

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Oggi il counseling costituisce una professione in rapida crescita a livello mondiale. Esso, fra i vari interventi possibili nell’ambito delle professioni d’aiuto, si colloca in un contesto umanistico, centrato sulla persona, che sostiene e facilita l’esplorazione e l’utilizzo delle risorse dell’individuo o del gruppo, per favorirne il cambiamento. Pioniere di questo “nuovo” approccio fu lo psicologo clinico Carl Rogers, che a partire dagli anni quaranta, negli U.S.A., rivoluzionò il modo di percepire e di aiutare la persona: questa non era più sempre e solo semplicemente portatrice di una malattia, ma era parte attiva del percorso verso il raggiungimento di un maggiore benessere. Per questo motivo il counselor non ha pazienti, portatori di psicopatologie, bensì clienti che si trovano in uno stato di incongruenza. Altra caratteristica peculiare del counseling, nel rapporto di aiuto professionale, è la sua visione positiva e incondizionata, l’empatia, l’ascolto attivo e l’autenticità.

Famiglia e condotte giovanili devianti

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Come agente della Polizia di Stato mi sono interessato di adolescenti autori di reato, per questo, mosso da curiosità, sono andato alla ricerca, per quanto possibile, delle intime motivazioni che inducono ragazzi “normali” a mettere in atto delle gravi condotte devianti. Naturalmente non ho trovato alcuna risposta del tutto soddisfacente. Quello che ho rilevato direttamente e con preoccupazione, oltre al disagio del minore -effettivamente esistente-, è stata l’inadeguatezza della famiglia. Non faccio riferimento all’inadeguatezza economica, anzi, in molti casi si tratta di famiglie benestanti, bensì alla carenza degli strumenti psicologici e più in generale affettivi, intesi nell’accezione più generale del termine che stanno a fondamento di ciò che Erikson definisce “fiducia di base”, cioè il sentire che i propri bisogni sono soddisfatti e che il mondo è un luogo buono e piacevole.

Nuovi orizzonti professionali alla luce della Legge 4/2013

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L’approvazione della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013 apre finalmente, anche per l’Italia, la possibilità di ammodernare i comparti professionali introducendo il doppio canale ordini professionali/associazioni professionali. Analisi del testo della legge.

Differenze di ruolo e funzioni tra CTU e mediatore familiare

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La Consulenza Tecnica di Ufficio (CTU) è uno strumento di indagine che si utilizza in ambito giudiziario. È una valutazione specifica che viene richiesta dal giudice e affidata ad un esperto, competente nella materia oggetto dell’indagine. La Consulenza viene richiesta in casi particolarmente problematici dove la coppia genitoriale, non più coniugale, si contraddistingue per complesse dinamiche disfunzionali, elevata incomunicabilità e clima relazionale altamente conflittuale. La CTU è quindi una indagine diagnostico valutativa la cui funzione è quella di fornire al giudice notizie supplementari oltre a quelle già in suo possesso. Non ha pertanto fini terapeutici né di mediazione.

L’Agente undercover nello scenario investigativo italiano

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L’argomento sembrerebbe essere appannaggio esclusivo di categorie professionali specifiche, in particolare le Forze di Polizia. Il contributo intende proporre una serie di considerazioni nonché di riflessioni su una figura professionale piuttosto sconosciuta ai non addetti ai lavori. Da un’analisi delle diverse definizioni dell’Agente Undercover, si analizzeranno i diversi profili giuridici di riferimento che ne stabiliscono l’impiego nelle operazioni di Polizia e le relative variabili e implicazioni di natura psico-socio-criminologica che possono intervenire sia nel contesto operativo che in quello personale e soggettivo dell’operatore. Una panoramica sulle implicazioni e sulle prospettive future di un ruolo professionale complesso che necessita di un approccio multidisciplinare in grado di comprendere la multidimensionalità dei contesti operativi in cui viene utilizzata.

Identificazione forense e dattiloscopia

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Da sempre si pensa che se si possiede l’impronta si ha anche il colpevole. Ma ciò non è sempre una verità oggettiva e inattaccabile. A occhio nudo tutte le impronte papillari sembrano molto simili; ma se i dermatoglifi di persone diverse sono esaminati a un livello più elevato di dettaglio si può costatare che sono tutti diversi.
Che cosa s’intende per unicità della traccia papillare? L’identificazione delle impronte digitali si basa su due presupposti fondamentali: la persistenza, cioè le caratteristiche delle impronte digitali non cambiano con il tempo, e l’individualità o identità assoluta. La validità della prima premessa è stata stabilita, senza margine di dubbio, dagli studi sull’anatomia e la morfogenesi della cute, mentre, la seconda premessa è generalmente accettata come vera sulla base di risultati empirici: l’individualità delle impronte digitali non è mai stata formalmente stabilita.

Criminalità e sicurezza del territorio nella provincia di Prato

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La gestione della criminalità e della sicurezza sul territorio, è attuata anche nella considerazione e nella rilevanza delle vittime e delle loro esigenze, situazioni che spesso accomunano la vittima in astratto, ma molte più volte la caratterizzano e la diversificano proprio in ragione dell’influenza di quanto avviene sul territorio. Ci possono essere situazioni connesse al territorio che creano vittime che non esistono in altre realtà ambientali. La situazione che si è determinata all’interno della comunità cinese impone all’operatore di polizia interventi mirati, specifici, frutto anche di esperienze pregresse. Non solo la normativa, ma anche la visuale offerta all’operatore di polizia, porta ad analizzare la criminalità sul territorio in relazione all’incidenza di determinate situazioni sulle vittime. Talvolta certe valutazioni appaiono scontate, mentre in altri casi lo sono molto meno. Il panorama che ci appare è molto più vasto e abbraccia un orizzonte spesso non da tutti visto o immaginabile.

Il counseling professionale

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Il counseling è una nuova professione che solo recentemente sta iniziando a trovare fattiva applicazione nella nostra realtà sociale. è un’attività di competenza relazionale che ha come obiettivo primario il superamento del disagio, attraverso una modalità di lavoro rispettosa dei processi decisionali di ogni singolo individuo. Attualmente non è in Italia una professione regolamentata, è cioè priva di un Albo o di un Ordine e, per sopperire a tale mancanza, sono nate a tutela della professione e dei clienti dei professionisti specifiche associazioni professionali di categoria.