N. 1 – marzo 2017

Il Coping

Il Coping

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Il termine “coping” – dall’inglese “to cope” = fronteggiare, reagire, combattere – indica quell’insieme di capacità, strategie psicologiche e comportamentali messe in atto dall’individuo per fronteggiare e ricercare la modalità adattiva migliore e/o più efficace al cospetto di situazioni potenzialmente stressanti e/o pericolose per un proprio adeguato funzionamento psichico e stato di benessere.

Disturbo Post Traumatico da Stress e Analisi Bioenergetica

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Il Disturbo Post-Traumatico da Stress, è la conseguenza sempre più frequente di gravi avvenimenti (singoli e collettivi) che mettono in pericolo l’integrità fisica della persona (o di più persone). Il DPTS è caratterizzato da un corteo sintomatologico codificato dal DSM 5. Tuttavia l’approccio categoriale di questo sistema classificativo, non riesce a rendere conto della molteplicità di presentazione clinica della sindrome, né delle differenti evoluzioni nel tempo (guarigione spontanea, cronicizzazione, altri gravi disturbi psicopatologici). Un approccio psicopatologico permette di evidenziare il rapporto tra evento (evento traumatico) e la risposta dell’organismo (con la sua capacità di resilienza e la sua struttura caratteriale). Viene poi evidenziato come il corpo sia fortemente coinvolto in questa sindrome e proposto l’usi di tecniche a mediazione corporea, l’analisi bioenergetica e suoi derivati, «Tension, Stress and Trauma Releasing Exercices», come strumenti terapeutici.

Sindrome di Alienazione Parentale: uno sguardo psico-giuridico del fenomeno

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Il presente studio ha come obiettivo una analisi del disturbo psicologico della c.d. Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) che insorge nei minori nel contesto di conflitti genitoriali in fase di separazione e/o divorzio. L’obiettivo di questo lavoro è analizzare e comprendere la genesi, lo sviluppo e la manifestazione del disturbo, cercando di mettere in evidenza l’effetto destabilizzante che esso può provocare in soggetti in piena fase evolutiva. In virtù di ciò si cercherà di individuare un percorso di cura nell’ambito di un contesto interdisciplinare, in cui necessariamente dovranno interagire plurime figure professionali, capaci di sviluppare una necessaria quanto indispensabile sinergia collaborativa volta ad arginare i rischi di questo subdolo quanto pericoloso fenomeno.

Le nuove dipendenze comportamentali

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Le nuove dipendenze sono un argomento spinoso in quanto mancano di una classificazione diagnostica ufficiale che ne permetta una valutazione certa. Esse non sono legate all’abuso di una sostanza, ma fanno riferimento a comportamenti, oggetti o relazioni disfunzionali che rivestono un particolare significato per quella persona, talmente forte da portare alla reiterazione di quel comportamento. Nel presente lavoro saranno descritte le principali nuove forme di dipendenza: tecnologica, sessuale, da lavoro, da sport, shopping compulsivo, affettiva. Da questa disamina emergono diversi punti in comune sia tra le nuove forme di dipendenza, sia con le “vecchie” dipendenze. Ed infine verrà fatta una considerazione in merito all’impatto che le nuove dipendenze hanno negli adolescenti, periodo di sviluppo dell’identità, dell’autonomia. Ma anche di vulnerabilità e in cui non c’è ancora un pieno possesso degli strumenti di discernimento necessari per essere pienamente consapevoli.

L’agire pedagogico e la “comunicazione formativa” per prevenire il burnout

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Il presente contributo ha l’obiettivo di identificare come la comunicazione possa essere indirizzata in un’ottica costruttiva al fine di preservare ed arricchire le relazioni personali e fungere così da fattore protettivo rispetto alle condizioni di burnout. La comunicazione, se opportunamente gestita, ha, infatti, un ruolo essenziale nella prevenzione e nella gestione di situazioni conflittuali all’interno del contesto lavorativo, tanto che si può parlare di comunicazione preventiva. L’arte di essere con l’altro (cioè la capacità di ascoltare, di essere empatici e di dare e ricevere feedback) diviene allora un’arte di cui tutti dovremmo disporre e di cui la formazione deve farsi carico.

Un genitore quasi perfetto

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ntento di questo libro è incoraggiare i genitori a riflettere autonomamente su certi aspetti dell’educazione dei figli, nella speranza che gli esempi portati saranno loro di aiuto per trovare una soluzione soddisfacente ai problemi quali che siano, che potranno incontrare nell’allevare i propri figli […]. Il genitore passabile avrà sempre presente che concepire, portare in seno e dare alla luce un figlio rappresenta l’evento più meraviglioso della sua vita. E che essere messo al mondo è l’evento più meraviglioso nella vita del figlio.