Anno 4

Solidarietà

Solidarietà

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Mi trovavo a camminare per strada quando ad un certo punto una signora di mezza età, al posto di guida della propria autovettura, richiama la mia attenzione e, per metà a gesti e per metà a parole con una frase del tipo “Aiuto, non vedo niente…”, mi comunica di avere difficoltà a far manovra per uscire dal posteggio occupato in obliquo sul marciapiede in quanto un furgoncino posteggiato in seconda fila poco prima della sua auto le ostruiva la visuale della strada e dunque delle auto di passaggio. Così in pochi attimi mi avvicino alla sua auto e, mettendomi in strada a bloccare le auto passanti, l’aiuto nella manovra con i tipici gesti di un ausiliare del traffico o Agente della stradale. Fatta la manovra la signora si trattiene un attimo in strada per ringraziarmi: “Grazie infinite signora, grazie davvero della solidarietà!”, per poi riprendere la propria strada…

Il sacro e il profano

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In tutti i popoli è presente il riferimento al sacro, al trascendente o semplicemente al religioso. Tutto ciò che all’uomo appare come punto di concentrazione di questa forza, diventa per lui sacro, tremendo, prezioso, inavvicinabile. L’atteggiamento dell’uomo di fronte al sacro è improntato, a un tempo, dal timore e dalla fiducia: persone sacre, animali sacri, gesti sacri, parole sacre, libri sacri, oggetti sacri, vestiti sacri, canti sacri. Ma anche fiumi sacri, montagne sacre, alberi sacri, grotte sacre, luoghi sacri circondati di rispetto, di mistero, di paura, di intoccabilità, di venerazione e per questo meta di pellegrinaggi. Ancora oggi in popolazioni dell’Africa e dell’Oceania dopo che si è provveduto alla soddisfazione dei bisogni primari, la dimensione magico-religiosa risulta una componente essenziale della vita. Essi si sentono partecipi di due mondi distinti: quello profano, monotono e fiacco teso alla sopravvivenza, e quello sacro, carico di energia e di eccitazione.

L’evoluzione giuridica del plagio nella normativa italiana e sammarinese

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Il contributo tratta l’evoluzione giuridica del plagio, ponendo a confronto la normativa italiana e quella sammarinese. A partire dalla ricostruzione storica dell’istituto riportata dalle fonti latine, se ne analizza la disciplina normativa nel diritto romano, in età giustinianea e nelle fonti giuridiche medioevali, fino al diritto intermedio e agli inizi dell’epoca moderna. Particolare attenzione viene riservata alle legislazioni italiane preunitarie, al Codice Zanardelli e alla disciplina originaria del Codice Rocco, modificata dalla sentenza della Corte Costituzionale del 1981 che ha abrogato il reato di plagio ex art. 603 c.p. per violazione del principio di tassatività della fattispecie di cui all’art. 25 della Costituzione. Segue un esame sommario delle proposte di legge per l’introduzione del reato di «manipolazione mentale» recentemente presentate in Parlamento. Viene, infine, esaminata la normativa sammarinese che non contempla la fattispecie plagiaria.

Le scienze forensi incontrano le neuroscienze

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L’ingresso delle neuroscienze nei tribunali apre un nuovo scenario all’interno del mondo giuridico. Se da un lato infatti si tende ad enfatizzare i vantaggi dell’utilizzo in ambito forense di nuovi metodi di indagine basati sulle più recenti conoscenze neuroscientifiche (non tutti esenti da critiche, a dire il vero), dall’altro l’impiego di queste nuove tecniche ha dato vita ad un dibattito, su scala internazionale, che vede toccati gli ambiti giuridico, filosofico e scientifico e che probabilmente non si esaurirà in tempi brevi. La deresponsabilizzazione, le attenuanti date dalla scienza, la predestinazione genetica, ecc. sono tutti argomenti che, grazie alle neuroscienze, recentemente sono tornati alla ribalta su basi fortemente empiriche e verosimilmente influenzeranno il nostro modo di interpretare la realtà anche a causa dell’interesse, sempre crescente, che i media rivolgono a tale argomento.

Nuovi orizzonti professionali alla luce della Legge 4/2013

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L’approvazione della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013 apre finalmente, anche per l’Italia, la possibilità di ammodernare i comparti professionali introducendo il doppio canale ordini professionali/associazioni professionali. Analisi del testo della legge.

Cecità

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Un’improvvisa epidemia di cecità colpisce una città qualunque, di un paese qualunque, in un tempo qualunque. I dettagli spazio-temporali non contano, non sono importanti, ciò che assume valore sono i profili e le dinamiche umane che, mirabilmente, l’Autore racconta.

Passione

Passione

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La Passione. Difficile definire, in modo univoco, un concetto così denso di sfaccettature e di implicazioni, eppure così comune e condiviso in quanto, si può dire, essa “muove ogni cosa”: «Con l’impegno fai quel che puoi, con la passione fai quel che vuoi», dice un vecchio detto popolare.
Usato nell’accezione comune di sentimento intenso, vivido ed incontrollabile, essa indica quella forza che attaglia il cuore ed il corpo divenendo al contempo origine, causa e risultato dello stato psichico e del comportamento individuale.

Diversamente uguali: ritualità e simbologia del mondo degli ultras

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“Hooligans” in Gran Bretagna e Germania, in Francia ed in Italia “Ultras”, in Olanda e Belgio “Siders”, varie definizioni non sempre coniate e volute dagli attori protagonisti, che servono a contraddistinguere i cosiddetti tifosi violenti da quelli pacifici o, quanto meno, non inclini al teppismo da stadio. L’archetipo concettuale che, normalmente, ci riconduce al teppista da stadio ha, spesso, uno stereotipo distorto. Giubbotto imbottito doubleface corto in vita; capelli rasati a zero; jeans con risvolto e anfibi sono l’immagine mentale comune; in realtà non è così o per lo meno solo in minima parte. La fenomenologia del teppismo da stadio è certamente storia recente, considerando che il suo apparire, per lo meno con dati di rilievo, è notevolmente vicino a noi. Di conseguenza lo studio del fenomeno stesso è agli inizi e non può fare a meno di supporti sociologici e criminologici antecedenti, legati, quindi, a manifestazioni similari.

Il disturbo dello spettro autistico

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L’autismo è una condizione medica che insorge nell’infanzia ma dura tutta la vita, con molteplici aspetti biologici, psicologici e sociali. Nel presente lavoro, dopo un’analisi storica dell’evoluzione del concetto stesso di “autismo”, oggi definito come Disturbo dello Spettro Autistico, viene riportata una sintesi delle attuali conoscenze. Viene poi affrontato il grave problema degli abusi psicologici e fisici che questi pazienti possono subire, non solo nell’infanzia, ma anche in età adulta. Vengono infine riportati principi generali che possono contrastare questo fenomeno, purtroppo sempre più diffuso.

Persone scomparse e nuove disposizioni legislative

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Il presente contributo esamina l’articolato normativo di cui alla legge 14 novembre 2012, n. 203 recante disposizioni in materia di ricerca di persone scomparse. Tra le novità introdotte dal provvedimento legislativo spiccano la titolarità diffusa della denuncia di scomparsa; l’obbligo di immediato avvio delle ricerche; il consolidamento del ruolo dell’Ufficio del Commissario Straordinario per le persone scomparse; l’uniformità dell’assetto organizzativo a livello provinciale, caratterizzato dalla centralità dell’organo prefettizio; la preventiva individuazione di risorse umane e strumentali con definizione dei differenti ruoli operativi; la sinergica attività delle componenti istituzionali coinvolte nelle ricerche, unitamente ad Associazioni di volontariato ed altri enti attivi sul territorio; l’eventuale coinvolgimento degli organi di informazione.

Videogames: indagine conoscitiva tra le abitudini ed i gusti dei giovani

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In un precedente articolo pubblicato in questa stessa sede è stata presentata una review della letteratura inerente le utilità ed i rischi nell’uso (ed abuso) dell’intrattenimento elettronico.
Positivamente, si annoverano incrementi in molteplici capacità della funzionalità cerebrale, cognitiva ed esecutivo-motoria, convincendo all’uso dei videogames in contesti didattici, terapeutici e riabilitativi, tanto per minori quanto per adulti.
D’altro canto, l’attività videoludica è stata più o meno palesemente tacciata di costituire un pericolo laddove altri studi hanno riscontrato non solo la presenza di danni fisici direttamente collegati all’uso dei dispositivi di gioco o al contesto ambientale in cui esso viene effettuato, ma anche un incremento di stati psichici dannosi o di tensione derivanti dall’abuso.
Posto dunque che, a livello teorico, la situazione sia stata analizzata, in questo articolo si presenteranno i risultati di un’indagine conoscitiva condotta allo scopo di apprendere quale diffusione abbiano i videogiochi in una “popolazione tipo” composta da 350 giovani di età compresa tra i 13 anni ed i 37 anni.

Morte in Via Veneto

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Via Lazio e via Emilia, a Roma, non solo distano tra loro pochi metri, ma si incrociano nella via della Dolce Vita, nello specchio di una via Veneto che riflette tempi lontani di dive e divini, paparazzi, passioni, risse e vita vibrante. C’è la Roma degli anni ’60 nel secondo libro del giornalista investigativo Fabio […]

Ignavia

Ignavia

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Ignavia. Ovvero “mancanza di volontà e di forza morale”, ma anche “indolenza o viltà eletta a norma di vita”. Attitudini e abitudini che, come “Abiti del Male ”, annichiliscono la volontà di azione. Commercio, quello degli “Abiti del Male”, ancora diffusissimo e in forte espansione. Indifferenza, negligenza e codardia paiano “demoni” che, in ogni tempo, dimorano nell’animo umano. Tanto da far temere che l’Antinferno dantesco, mai deserto, ma oltremodo affollato, rischi adesso di avere serie difficoltà di “accoglienza”.

Le vittime dimenticate: anziani, abusi e maltrattamenti

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Il contributo pone l’attenzione su un tema ancora scarsamente indagato dal punto di vista psicologico-giuridico nel nostro Paese: l’abuso e il maltrattamento ai danni di persone anziane. L’autore propone una riflessione sui fattori di rischio che fanno degli anziani delle potenziali vittime di reato e su quali sono le diverse forme di abuso in cui sono maggiormente coinvolti. Sono, inoltre, proposti spunti circa la valutazione dell’anziano nell’ambito del processo penale.

Playing is not a game: videogames, passatempo o potenziale pericolo?

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Nell’era digitale moderna, in costante e repentina evoluzione, la diffusione dei videogiochi è un fenomeno economico e socio-culturale di notevole interesse.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, e considerando solo lo scorso anno, l’industria dei videogiochi ha prodotto un fatturato di circa 60-70 miliardi di dollari coinvolgendo oltre 200 milioni di giocatori nei soli Stati Uniti.
Da un punto di vista socio-culturale invece, si guarda ai videogiochi con indecisione e cautela poiché coesistono opinioni contrastanti: da un lato, si enfatizza l’utilità di questo passatempo per fini educativi, terapeutici e risocializzanti; dall’altro, sorge l’allerta per i possibili rischi che tale nuova dinamica sociale potrebbe avere.
Il presente lavoro offre una analisi della letteratura volta ad evidenziare le possibili utilità e i potenziali rischi legati all’uso ed all’abuso dei videogiochi nei giovani, condotta selezionando le evidenze scientifiche contenute nella Banca dati “PsycInfo” attraverso le seguenti parole-chiave: “videogames”, “prosocial behavior”, “aggressive behavior”, “physiological arousal”, “cognition” e “perception”.

Vittime di reato e individuazione fisiognomica

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L’antropometria e la fisiognomica non sono conoscenze nuove, sono piuttosto l’esempio di conoscenze antiche che utilizzano la tecnologia attuale (anche sotto il profilo simbolico) per scopi investigativi. L’identificazione tramite il confronto d’immagini era impiegata anche in passato ma è solo oggi che la tecnologia ha fornito un nuovo impulso alla messa a punto di sistemi di elaborazione digitale delle immagini. I volti umani, esattamente come accade per le impronte o le tracce genetiche, si possono presentare in una varietà infinita di forme e sono tutti differenti gli uni dagli altri. In tutti i casi in cui sia assente la prova scientifica negli atti processuali, risulta dominante la circostanza del “riconoscimento mnemonico” da parte dei testimoni siano essi vittime o meno, e riguarda tutte quelle ipotesi in cui l’autore del reato sia sconosciuto alla vittima e agli inquirenti.

Differenze di ruolo e funzioni tra CTU e mediatore familiare

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La Consulenza Tecnica di Ufficio (CTU) è uno strumento di indagine che si utilizza in ambito giudiziario. È una valutazione specifica che viene richiesta dal giudice e affidata ad un esperto, competente nella materia oggetto dell’indagine. La Consulenza viene richiesta in casi particolarmente problematici dove la coppia genitoriale, non più coniugale, si contraddistingue per complesse dinamiche disfunzionali, elevata incomunicabilità e clima relazionale altamente conflittuale. La CTU è quindi una indagine diagnostico valutativa la cui funzione è quella di fornire al giudice notizie supplementari oltre a quelle già in suo possesso. Non ha pertanto fini terapeutici né di mediazione.

Un mostro chiamato Girolimoni

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È una storia, un libro con triplice chiave di lettura quello del giornalista investigativo Fabio Sanvitale e dell’esperto di scena del crimine Armando Palmegiani. Un mostro chiamato Girolimoni, si sviluppa su tre livelli distinti ma allo stesso tempo intrecciati: c’è la narrazione, la ricostruzione storica e l’indagine investigativa. A fare da collante fra i tre […]

Identikit del reclutatore

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Ricerche di “psicologia delle masse” hanno da tempo evidenziato come l’individuo sia fortemente influenzato dal fatto di trovarsi a far parte di una comunità riunita in un certo luogo geografico. Fattori come tradizione, cultura, famiglia di origine, amicizie e periodo della storia nel quale un individuo si trova a vivere, formano l’humus sociale capace di plasmare un soggetto e renderlo così come egli è. L’interpretazione della realtà è una questione sociale oltre che individuale, la conoscenza del mondo in cui viviamo dipende non soltanto dai nostri sensi, ma anche dal fatto che ci accordiamo con i nostri simili sui significati condivisi relativi al mondo esterno, realizzando una “costruzione sociale della realtà”. Per questo l’agire di un individuo è sempre in forte misura influenzato dal fatto che egli si trova a far parte di una “massa”, dove determinati modi di reazione vengono resi possibili ed altri resi difficili, e questo dal semplice fatto che l’individuo si sente parte di questa “massa”.

Il traffico degli invisibili

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Nella quarta di copertina si legge “L’antropologa Desirée Pangerc decide nel 2005 di ripercorrere all’incontrario una delle rotte principali di questo mercato illegale, quella che passa attraverso il cuore dei Balcani…” ma questo voyage à rebours non rappresenta un’esplorazione nella memoria di eventi passati, bensì un andare effettivamente contro corrente, esplorare ‘il cuore’ di una […]

L’ascolto dell’abuso, l’abuso dell’ascolto: il caso di Marta

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L’obiettivo di questo contributo è duplice: da un lato quello di illustrare la metodologia operativa utilizzata in un caso di presunto abuso sessuale in cui è stato necessario ascoltare una bambina in fase di indagini preliminari. Dall’altro evidenziare sia le buone prassi che i possibili errori che si possono commettere con una scorretta gestione di questo strumento processuale. Il caso esaminato è quello di Marta, una bambina di 8 anni coinvolta in un procedimento penale per presunti abusi sessuali a suo danno agiti da un conoscente. La notizia di reato arriva giunge a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria tramite la segnalazione della scuola frequentata dalla bambina. Marta, nell’arco di una giornata, avrebbe infatti parlato prima con una sua compagna di classe e poi con la madre, riferendo loro quanto le sarebbe accaduto circa due settimane prima. La consulente viene a conoscenza della storia di Marta poiché incaricata dalla Procura di procedere all’ascolto della bambina. La trattazione del caso in oggetto è occasione per riferire circa le procedure e gli strumenti utilizzati fin dalla fase di pianificazione dell’intervento a seguito dell’incarico, passando per la raccolta delle dichiarazioni, fino al congedo di Marta e della mamma.

La vulnerabilità della condizione umana: tra inermità e sopravvivenza

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In questo saggio si prende in esame la condizione umana nelle diverse figurazioni della vulnerabilità a partire dall’analisi della violenza in guerra. I due principali eventi della Seconda Guerra Mondiale: la Bomba atomica e i campi di sterminio hanno lasciato il compito di pensare la comune umanità perché la distruzione istantanea di migliaia di vite e la riduzione a disumanità hanno spostato l’attenzione sul tema della vulnerabilità senza scampo di chi è ridotto a nulla o a cosa. Si è presa in esame anche la figura del sopravvissuto. Sopravvive in guerra chi uccide, chi non ripone l’attenzione sulla vulnerabilità del soldato morente per non sentire quel vulnus come immanente alla propria vita, il sopravvissuto si tiene lontano dal morente ma è forte nel suo essere vivo di fronte al morto. Sia la figura dell’inerme che quella del sopravvissuto sono centrali per articolare il tema della vulnerabilità e l’interrogazione etica ad esso correlata in relazione all’esperienza della violenza.

Gioco d’azzardo patologico. Nuove normative per la salvaguardia della salute e del minore

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Nella versione più recente del DSM IV TR, (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il Gioco d’Azzardo Patologico rientra nella classe dei disturbi del controllo degli impulsi non classificati altrove; il recente decreto Balduzzi è intervenuto andando a regolamentare un settore che, da una parte si dimostra trainante per l’economia dello stato, dall’altro rimane fonte di preoccupazione per le evidenti conseguenze in termini di salute. Lo scopo del decreto è quello di arginare i rischi di dipendenza andando addirittura ad anticipare verosimilmente il nuovo inquadramento diagnostico previsto nel prossimo DSM V. Non è più un disturbo del controllo degli impulsi, ma una vera e propria “dipendenza”.
Gli evidenti parallelismi in termini di comportamento e disagio tra dipendenza a carattere esogeno e dipendenza endogena viene così messa in evidenza andando di fatto a sdoganare l’assunzione della sostanza come elemento in grado di creare lo stato craving. Il decreto si è posto sì l’obbiettivo nobile della salvaguardia dell’individuo e della comunità, ma allo stesso tempo di fatto, è andato anche assumendosi un certo grado di rischio per aver dato una definizione ancora non del tutto condivisa nella comunità scientifica.

La donna autrice di abuso sessuale. Percorsi di intervento e di prevenzione.

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Il fenomeno dell’abuso al femminile esiste da sempre, nascosto dietro false credenze e tabù. Lo stereotipo sociale della donna tende a considerarla come “sessualmente inoffensiva”, dotandola di un naturale ed imprescindibile istinto di protezione e facendola apparire come vittima invece che come abusante. Per tal motivo, l’abuso sessuale femminile rimane al giorno d’oggi un enorme tabù socio-culturale rinforzato dalla sofferenza e dal senso di colpa e di vergogna provato dalle vittime che spesso le spinge a tacere. L’obiettivo primario dell’intervento realizzabile con la donna autrice d’abuso è rappresentato dalla prevenzione e dal recupero. È necessario fare in modo che la donna diventi in grado di monitorare ed ampliare il proprio comportamento dirigendo le proprie azioni verso nuovi obiettivi sani e non disfunzionali. Per la donna autrice di abuso sarà fondamentale vincere le proprie resistenze e affidarsi al terapeuta in un clima di accoglienza e buona alleanza terapeutica.

Le regole: fondamento per il futuro dei giovani

Le regole: fondamento per il futuro dei giovani

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Regula, è in latino un’unità di misura che indica un limite e quindi la possibilità di “misurare” qualcosa. Dunque, la regola rappresenta l’unità di misura del nostro agire, ciò che lo circoscrive entro un ambito preciso e ne delinea il confine. La regola, di fatto, è la forma che riassume la possibilità di un controllo e della verifica dell’umano agire. Perché partire dalla regola parlando del futuro dei giovani?