Stress e mobbing

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Stressor, Conflitto e Mobbing

Il conflitto con colleghi e superiori è una cosa naturale e tutti lo sperimentano nel corso della propria carriera. Il mobbing è una forma anomala di conflitto. Questa anomalia consiste nel fatto che i comportamenti ostili detti azioni mobbizzanti, sono frequenti e prolungati nel tempo e causano danni mentali, psicosomatici e sociali. Secondo quanto detto finora, queste azioni possono essere considerate quegli stressors capaci di alterare l’equilibrio psico-fisico dell’individuo. Tra le varie definizioni di mobbing presenti in letteratura, interessante è quella per cui il mobbing consiste in una successione di episodi traumatici correlati l’uno con l’altro aventi come scopo l’indebolimento delle resistenze psicologiche (aggiungerei fisiche) e la manipolazione della volontà del soggetto mobbizzato. Prima che venisse usato il termine mobbing per descrivere i comportamenti irrazionali o contrari alle regole della civiltà nei luoghi di lavoro degli anni Novanta, il disagio lavorativo veniva solitamente spiegato servendosi del modello dominante, preso in prestito dalla psicologia, dello “stress lavorativo”. Le conseguenze per il bersaglio di un’azione psicologica di mobbing possono essere piuttosto serie. Possono insorgere sintomi fisici come eruzioni cutanee, dolori, disturbi tiroidei, abbassamenti delle difese immunitarie. Ma si possono sviluppare patologie ancora più gravi, anche di natura psicosomatica. Lo stress naturalmente influisce anche sulla psiche e il mobbing può provocare sindromi ansiose, depressioni, per arrivare fino ad alterazioni permanenti della personalità e al suicidio. Anche senza arrivare a questi estremi, il mobbing rappresenta per le vittime un danno che impedisce la partecipazione alla vita lavorativa e alcune volte determina l’espulsione definitiva dalla forza lavoro.

Gli effetti negativi del mobbing vengono illustrati in questa figura:

Fig. 1 da “Stop mobbing” Antonio A. Casilli Ed. Derive Approdi, 2000

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