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KeyCrime© – La chiave del crimine

 In PrimoPiano, N. 4 – dicembre 2014, Anno 5

Questa prima fase di analisi riveste particolare importanza, ed è svolta dal sistema analizzando il reato nel suo insieme, valutandone ogni più piccolo dettaglio con un approccio analitico tipico dell’investigazione di Polizia.

A questa prima fase ne segue una seconda ancor più complessa che, seguendo un percorso deduttivo, applica logiche di osservazione che permettono la previsione di un reato futuro attraverso il complesso modello previsionale di KeyCrime, che ha messo in evidenza margini di successo straordinariamente significativi.

In sintesi, la filosofia analitica del software parte dall’osservazione del particolare per arrivare al generale per poi ridiscendere dal generale al particolare, ottenendo così una capacità previsionale basata, da ultimo, su modelli matematici in grado di predire un’ azione futura.

L’obiettivo di questa complessa analisi mira ad offrire un efficace supporto alle attività istituzionali della Polizia di Stato.

 

La sperimentazione

Nell’anno 2007 il software KeyCrime viene presentato alla Questura di Milano, ‑ seconda città italiana per numero di abitanti (1.318.578) con una superficie di 181,76 Km quadrati ‑ come soluzione per l’analisi dei crimini. Dopo attente valutazioni, i vertici della Questura meneghina decidono di sperimentare questo applicativo per verificarne le potenzialità dichiarate, utilizzandolo da subito in un ambito complesso e delicato quale il contrasto al fenomeno criminoso della rapina, atto di particolare efferatezza, che per il suo duplice aspetto di reato contro la persona – che mette a repentaglio l’incolumità fisica e psicologica della vittima ‑ e di reato contro il patrimonio, genera un grave allarme sociale.

Sulla base di queste attente considerazioni ed in funzione della particolare incidenza di questo fenomeno perpetrato ai danni delle attività commerciali cittadine (circa 700 rapine all’anno – dato 2007), la Questura di Milano dà quindi il via a questo primo impiego che subito mette in evidenza le diverse potenzialità dell’applicativo.

I dati pubblicati dalla Questura di Milano indicano che la soluzione dei casi trattati con KeyCrime è passata dal 27% dell’anno 2007, primo anno di sperimentazione, al 54% dell’anno 2013, con picchi dell’80% (nell’anno 2013) riguardanti la soluzione dei casi di rapine perpetrati ai danni di farmacie cittadine, categoria commerciale con la più alta incidenza per questo tipo fenomeno (269 eventi nell’anno 2013). Questi risultati hanno introdotto un elemento di forte deterrenza riducendo il numero degli eventi, come si è potuto registrare anche nei primi 10 mesi dell’anno corrente che, a titolo d’esempio, hanno visto un decremento, ad oggi, del 25% delle rapine perpetrate ai danni di quest’ultima categoria commerciale. Riduzione totale del 21%.

Il buon esito di questo primo impiego ha fatto sì che, nell’anno 2009, i vertici della Questura decidessero un più ampio impiego del software, estendendone l’utilizzo al contrasto alle rapine ai danni di istituti di credito e ampliando l’area di impiego dalla città all’intera provincia di Milano, la seconda in Italia per numero di abitanti (3.925.767), che occupa una superficie di 1984 Km quadrati, con 189 comuni.

Anche in quest’ambito i risultati sono stati immediati ed apprezzabili sino a giungere nell’anno 2013 all’individuazione delle responsabilità per il 74% degli eventi commessi (124 eventi analizzati in banche). Nei primi 10 mesi dell’anno corrente anche per questo tipo di reato si è potuta registrare una riduzione del 48%.

 

Ambito preventivo

L’attività di Polizia finalizzata alla prevenzione dei reati riveste il ruolo più importante nel garantire la sicurezza in ambito sociale.

Nel momento in cui è necessario assumere decisioni concernenti una strategia preventiva per fronteggiare uno specifico fenomeno criminale, è di fondamentale importanza capire non solo in che modo lo stesso si sia manifestato, quali siano le logiche e le variabili in gioco e il contesto spazio-temporale in cui questo si è sviluppato, ma quali siano i possibili futuri sviluppi.

Attraverso l’elaborazione di tutte queste informazioni, KeyCrime è in grado di fornire indicazioni sui possibili sviluppi delle serialità criminali attive, consentendo ai vertici degli uffici preposti al servizio di prevenzione e controllo del territorio di pianificare efficaci servizi di pattugliamento, trasferendo al personale addetto tutte quelle notizie che gli permetteranno di operare al meglio e in condizioni di elevata sicurezza.

L’utilizzo del software, attraverso il suo modello previsionale, ha permesso infatti alla Questura Milano di predisporre, in sicurezza, “mirati servizi di prevenzione” all’interno di zone cittadine delimitate ove sono stati previsti accadimenti di fatti criminosi, con indicazioni di precisi obbiettivi a rischio, giorni della settimana e fasce orarie, riuscendo, in diversi casi, ad evitare l’accadimento del fatto criminoso fermando la persona prima che entrasse in azione o arrestandola in flagranza di reato.

Così facendo, gli uomini ed i mezzi sono stati dislocati sul territorio nel modo più proficuo, evitando sprechi e garantendo maggiore sicurezza per la collettività e anche per gli stessi operatori di polizia che, informati preventivamente della possibilità di accadimento del fatto nell’area da loro pattugliata e dell’indice di rischio d’intervento (definito, ad esempio, dal tipo di arma utilizzato dai malviventi per commettere i reati) hanno potuto operare al meglio ed in totale sicurezza.

 

Ambito repressivo

È evidente che le attività di prevenzione e di repressione siano strettamente connesse e l’una coadiuvi l’altra. Spesso infatti capita che nello svolgimento di un’attività preventiva, volta a scongiurare l’accadimento di un determinato fatto, l’azione sfoci in una vera e propria attività di repressione.

Quanto argomentato, nel paragrafo precedente, riferito ai vantaggi prodotti di KeyCrime in ambito preventivo, trova quindi ampio riscontro anche nell’attiva repressiva.

Ampliando il concetto del termine “repressione”, non limitandone l’interpretazione all’atto dell’arresto o fermo dell’autore di un crimine in flagranza di reato, ma estendendolo alla successiva identificazione degli autori di una serie di reati, è possibile affermare che proprio in quest’ambito il software ha evidenziato le sue enormi potenzialità. Infatti uno dei suoi ambiti di impiego è proprio quello della “ricostruzione” del percorso criminale a seguito di un arresto per altro reato.

Questo permette di ricostruire in “tempo zero” l’intera serie di reati attribuibili ad una determinata persona o gruppo criminale, producendo innumerevoli vantaggi sotto diversi profili, siano essi investigativi (riferiti al tempo, metodo ed efficacia della P.G.) siano essi processuali (permettendo l’immediata riunificazione dei diversi fascicoli processuali in un unico procedimento penale con ovvie ripercussioni positive su tutto l’iter processuale, sulle condanne e sui tempi di chiusura del procedimento).

 

Vantaggi economici e validazione

I risultati raggiunti sono stati esaminati anche da uno studio accademico effettuato dal Professor Giovanni Mastrobuoni del Collegio Carlo Alberto di Torino, che ha inteso valutare a quanto possa ammontare il danno economico evitato attraverso l’utilizzo di KeyCrime.

Considerato l’abbattimento dei numerosi costi di gestione della magistratura (basti solo pensare all’unificazione dei fascicoli processuali e alle spese effettuate in fase istruttoria), tale analisi ha concluso che il danno economico diretto (il bottino) è quantificabile intorno ai 3 milioni di euro l’anno. Sono in corso analisi e valutazioni per comprendere nel dettaglio il risparmio economico sul danno indiretto.

Per la Polizia di Stato intervenire ed investigare è un dispendio di costi ed energie molto elevato. Saper razionalizzare la risposta al crimine ci consentirebbe di offrire una risposta adeguata senza sprecare inutilmente le energie dei cittadini e di tutti gli uomini che lavorano sul campo.

 

Il futuro impiego di KeyCrime

In vista di un grande evento come l’EXPO, a fronte della grande affluenza di pubblico prevista, i vertici della Questura di Milano, per garantire una migliore sicurezza, ritengono fondamentale affrontare con forze adeguate una criminalità che, altrimenti, tenderebbe a diffondersi, avvalendosi di KeyCrime per il contrasto di altri fenomeni criminosi.

Ad oggi il software è utilizzato, per il test, esclusivamente dalla Questura di Milano: una delle realtà più importanti e complesse di tutta Italia, dove la richiesta di sicurezza è maggiormente sentita dalla popolazione civile.

Il buon esito della lunga e meticolosa sperimentazione, validato anche da studi accademici e dai riscontri ottenuti della Procura della Repubblica di Milano, saranno certamente considerati favorevolmente dal Ministero dell’Interno per valutare un impiego del software su scala nazionale, anche in considerazione del fatto che una distribuzione capillare ne aumenterebbe in modo esponenziale le potenzialità.

Per una diffusione nazionale oggi è già pronto il progetto di un applicativo ancor più evoluto, il KeyCrime3 che si auspica possa essere realizzato verso la fine dell’anno 2015.

 

Bibbiografia

Mastrobuoni G. with Santariello L., Scabellone P., Costi diretti e indiretti dell’evento rapina, Bancaria Editrice, 2010.

Sitografia

Atti del convegno ABI “Banche e sicurezza 2012”: www.bancaforte.it/assets/Uploads/convegni/2012/…e…/Mastrobuoni;

 


[1] Anne Milgram ha lavorando prima come procuratore penale nell’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan e presso il Dipartimento di Giustizia americano, poi dal 2007 al 2010 è stata nominata procuratore generale del New Jersey, gestendo 21 pubblici ministeri e circa 30.000 agenti delle forze dell’ordine. Attualmente è Senior Fellow presso la NYU Law School Center, nonché membro del Consiglio di Amministrazione del Covenant House International e vice presidente Giustizia Penale presso la Arnold Foundation.

[2] Si veda To Minimize Injustice, use Big,20/08/2014,http://www.arnoldfoundation.org/news/minimize-injustice-use-big-data

[3] A. Milgram, Conferences TED, Why smart statistics are the key to fighting crime, California (USA) 28/01/2014, https://www.ted.com/speakers/anne_milgram

[4] Traduzione di: “If we take a city such as Milan, we may state that there are at least 300 robberies, of which at least 1/3 are the first of a series (on average each robber commits 11 robberies). On average each robbery worth 2.800, this means a value of 3 millions – per year of saving for the society if we could solve those crimes. KeyCrime shows to be able to do it”. in Crime is Terribly Revealing: an Evaluation of Predictive Policing, Departement of Economics, University of Essex, UK, January 2013.

[5] http://www.ansa.it/sito/notizie/postit/Fiera_Milano_Sicurezza/2014/11/14/sicurezza-con-key-crime-primato-lotta-al-crimine_a5c1e80f-e654-4497-b86b-c6ab1e5e0ac7.html

 

 

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