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Droghe da stupro: il GHB ed i suoi analoghi

 In PrimoPiano, N. 1 – marzo 2014, Anno 5

Negli ultimi decenni si è assistito ad un notevole incremento di reati, e di alcuni in particolare, agevolati dall’utilizzo di sostanze psicoattive, tanto da denominare un genere criminoso specifico, i Drug-Facilitated Crimes, (DFCs; Shbair & Lhermitte, 2010; Shbair et al., 2010a e 2010b). I principali atti illeciti e criminali che vengono perpetrati con l’ausilio di sostanze farmacologicamente attive sono costituiti da furti, sequestri, aggressioni a scopo di violenza sessuale (Drug-Facilitated Sexual Assault; DFSA) sia di tipo occasionale che rituale (Ritual Abuse, RA; Marti, 2012; 2013), nonché raggiri, plagio e sottomissione della vittima alla volontà dell’abusante (Drug Submission) ed infine omicidi.

Nonostante gli intenti criminosi si siano preservati nei secoli, riproposti alla luce delle nuove tendenze culturali e sociali (Marti, 2012; 2013), la tipologia delle sostanze psicoattive impiegate ha subito un importante variazione ed incremento. Infatti, la ricerca farmacologica ha garantito un maggior numero di principi attivi disponibili, mentre la rete internet ha garantito la loro maggiore accessibilità e diffusione tra i potenziali consumatori (Relazione Annuale al Parlamento 2013). In questo articolo affrontiamo una categoria di sostanze divenute particolarmente famose nella cronaca giudiziaria per il loro impiego prevalente negli abusi di tipo sessuale. La molecola più conosciuta appartenente a questo gruppo è l’acido gamma-idrossibutirrico (GHB; fig 1) seguita dai suoi precursori metabolici quali il gamma-butirrolattone (GBL) ed il 1,4-butandiolo (1,4-BD). Inoltre, negli ultimi anni sono stati ritrovati anche altri composti con attività analoga al GHB ma senza esserne precursori, il gamma-idrossivalerato-metil-GHB (GHV) ed il gamma-valerolactone-4-pentanolide (GVL), precursore del GHV.

Figura 1 - Formule di struttura dei composti

Figura 1 – Formule di struttura dei composti

Impiego terapeutico del GHB

Il GHB sebbene sia considerato dai mass-media e dalla popolazione una “nuova” droga utilizzata prevalentemente a scopo ricreazionale (noto anche come “Liquid Ecstasy”, Liquid E”, Liquid X”, “Fantasy”, ecc.) e quindi relativamente poco conosciuta, in realtà è stata isolata e studiata dalla Laborit nel 1960 ed impiegata clinicamente come farmaco ipnotico per via endovenosa ed anestetico (Laborit et al., 1960, 1964), anche se successivamente è stato sostituito con altri farmaci più selettivi e con minori effetti collaterali. Attualmente è impiegato in clinica sotto forma di sale sodico per il trattamento della narcolessia (Boscolo-Berto et al., 2012), della dipendenza da alcol (Caputo et al., 2009) e recentemente è stato proposto per il trattamento sperimentale di pazienti affetti da Alzheimer (Mamelak, 2007).

In particolare, il sale sodico del GHB chiamato anche ossibato di sodio, è stato approvato dall’EMEA con il nome di Xyrem® (European Medicine Agency) per il trattamento di adulti affetti dalla narcolessia con cataplessia. Il farmaco ha concluso il suo iter registrativo anche in Italia nella riunione della Commissione Consuntiva Tecnico Scientifica (CTS) del 7-8 novembre 2006 ed è disponibile al commercio. In Italia il GHB viene commercializzato con il nome Alcover® ed è impiegato come coadiuvante nel controllo della sindrome di astinenza da alcol etilico, nella fase iniziale del trattamento multimodale della dipendenza alcolica e nel trattamento prolungato della dipendenza alcolica resistente ad altri presidi terapeutici, in coesistenza di altre patologie aggravate dall’assunzione di alcol etilico. (AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, 2007). Lo Xyrem® (ossibato di sodio, 500 mg/ml) viene somministrato a dosi terapeutiche comprese tra 4,5 e 9 grammi al giorno in due dosi ugualmente suddivise, con dose massima giornaliera che non supera i 9 grammi. I pazienti dovrebbero generalmente iniziare il trattamento con dosi pari a 2,25 grammi al giorno con un aumento a scalare nell’arco di 1-2 settimane, a seconda della risposta individuale del paziente (Carter LP et al., 2009)

Perché il GHB e gli analoghi sono utilizzati come sostanze da stupro ?

L’impiego del GHB e dei suoi congeneri come sostanze utilizzate per compiere un atto di violenza sessuale (DFSA) è dovuto alle proprietà chimico-fisiche, organolettiche, farmacodinamiche e farmacocinetiche proprie dei composti. Infatti, questi principi attivi sono preparabili in forma liquida, sono ben miscibili con le bevande sia alcoliche che analcoliche (Elliott and Burgess, 2005) e sono tendenzialmente inodori ed incolori (Fig 2). Non presentano forti retrogusti (il GHB è leggermente salato nelle preparazioni non pure) che, tuttavia, possono essere ben mascherati nelle bevande edulcorate ed aromatizzate. Da un punto di vista farmacodinamico il GHB, il GBL ed il 1,4-BD si prestano bene ad essere utilizzate a scopo criminogeno in quanto possiedono un profilo d’azione caratterizzato da un iniziale stato euforico di disinibizione e rilassamento che mettono la vittima in una situazione di maggiore empatia e socializzazione con il soggetto abusante, consentendo a quest’ultima un migliore avvicinamento ed approccio. Successivamente allo stato euforico subentra uno stato di sedazione e stordimento che consente allo stupratore di prevaricare e vincere la reazione di resistenza della vittima. Infine, provocano uno stato di amnesia anterograda “chimica” che frammentando il ricordo degli avvenimenti durante l’effetto della sostanza, impedisce la ricostruzione della violenza subita. Inoltre, è stato ipotizzato che il GHB possa anche promuovere il desiderio sessuale (Nicholson and Balster 2001) anche se specifici studi riguardo a questo aspetto non sono stati ancora effettuati. Altresì, le caratteristiche farmacocinetiche ne favoriscono un buon assorbimento, una rapida metabolizzazione e successiva eliminazione dall’organismo, rendendone difficile la determinazione chimico-analitica nelle matrici biologiche (sangue, saliva ed urine) già dopo 24 ore. Pertanto, l’insieme di queste caratteristiche fisico-chimiche, organolettiche, farmacodinamiche e farmacocinetiche fanno si che il GHB ed i suoi congeneri siano pienamente adatti ad essere utilizzati per compiere reati di tipo sessuale, facendole rientrare a pieno titolo nelle così dette Drug-Facilitated Sexual Assault (DFSA).

Farmacologia e metabolismo del GHB e congeneri

Figura 2 - Flacone contenente GHB in soluzione idroalcolica (archivio NDOC).

Figura 2 – Flacone contenente GHB in soluzione idroalcolica (archivio NDOC).

Il GHB non è solamente uno xenobiotico di sintesi bensì una molecola endogena naturalmente presente nella maggior parte dei tessuti dei mammiferi, compreso il cervello (Maitre et al., 1997), dove viene sintetizzato nei neuroni GABAergici partendo dall’acido gamma-amminobutirrico (GABA; fig 1), un neurotrasmettitore endogeno primariamente di tipo inibitorio (per una review Nicholson and Balster, 2001). La funzione fisiologica del GHB è quella di neurotrasmettitore e/o neuromodulatore (Galloway et al., 1997; Maitre et al., 1997) coinvolto nel controllo del rilascio di differenti neurotrasmettitori quali dopamina, serotonina, acetilcolina, oppioidi endogeni e neurosteroidi (Drasbek et al., 2006). Da questa azione di neuromodulazione ne risulta che il GHB è coinvolto nei processi cerebrali che regolano i cicli di sonno-veglia, la regolazione della temperatura corporea, il metabolismo del glucosio e del flusso sanguigno cerebrale, la memoria ed il controllo delle emozioni. La sua azione farmacodinamica si esplica attraverso la stimolazione di due siti recettoriali uno specifico per il GHB (Benavides et al., 1982) e l’altro è ubicato nel recettore GABAB (Jensen and Mody, 2001; Carrai et al., 2008), conferendone ad alte dosi la tipica risposta di inibizione sulle funzioni centrali.

Dopo somministrazione orale il GHB viene rapidamente assorbito nell’intestino e distribuito in tutto il corpo, compreso il sistema nervoso centrale. È rapidamente metabolizzato e degradato ad anidride carbonica e acqua. L’emivita del GHB va da 20 a 60 minuti ed è completamente eliminato dal corpo entro 4-6 ore dopo l’ingestione, indipendentemente dalla dose assunta. Nel sangue si può rintracciare fino ad 8 ore dopo l’assunzione, mentre nell’urina fino a 12 ore. In media, meno del 5% di GHB si ritrova integro nelle urine umane entro 6-8 ore dall’assunzione. L’escrezione attraverso le feci è trascurabile (LeBeau and Mozayani 2001).

Proprio la presenza di GHB endogeno nell’organismo pone una problematica nella determinazione chimico-analitica di livelli di GHB nei reperti organici (fluidi biologici e matrici cheratiniche) derivanti dalla somministrazione volontaria o involontaria di GHB in caso di sospetta violenza. Infatti, il composto si degrada velocemente ed in tempi brevi (10-12 ore) e si raggiungono concentrazioni di GHB nei reperti biologici sovrapponibili a quelle di GHB endogeno normalmente presenti. Inoltre, in caso di reperti provenienti da cadavere bisogna considerare che i livelli di GHB aumentano significativamente. Infatti, in uno studio in 50 volontari sani le concentrazioni di GHB nel sangue oscillavano tra 0,11-1,56 mg/L, mentre nel sangue di 50 soggetti post-mortem le concentrazioni di GHB oscillavano tra 2.2-116 mg/L (Erdmann et al., 2006).

Pertanto, come spesso accade in caso di violenza sessuale, le vittime attendendo parecchie ore o giorni prima di denunciare la violenza, riducono la probabilità di poter determinare analiticamente concentrazioni di GHB ascrivibili ad una qualsiasi assunzione (LeBeau and Mozayani 2001). Nonostante la determinazione del GHB nei fluidi biologici sia difficile oltre le 24 ore dall’assunzione, l’esposizione al GHB in casi di violenza può essere documentata attraverso un’analisi del capello, anche dopo mesi di distanza dall’evento (Kintz et al., 2003) sia dopo singola (Scott-Ham and Burton, 2006) che ripetuta (Argo et al., 2012) assunzione. Nel caso di singola somministrazione la possibilità di detenzione nella matrice cheratinica è strettamente associata alla tipologia del capello, alla sua conservazione ed alla tecnica analitica.

Effetti ed interazioni del GHB

Il GHB è un potente sedativo ad azione rapida sul SNC. I suoi effetti psicoattivi appaiono entro 15-30 minuti dall’assunzione e durano circa 1-3 ore, mentre e gli effetti di hangover permangono 2-4 ore dopo l’ingestione. Dosi di GHB comprese tra gli 0,5-1,5 grammi/70Kg inducono uno stato di piacevole relax e tranquillità, placidità, sensualità, calore emotivo, disinibizione, euforia e piacevole sonnolenza. Dosi più elevate (≥2,5-3 grammi), possono indurre oltre alle precedenti manifestazioni cliniche potenzialmente piacevoli (potenziale d’abuso), degli effetti avversi caratterizzati da nausea, vomito, mioclono, bradicardia ed amnesia. Dosi superiori ai 3-5 grammi inducono confusione mentale, vertigini, ipotermia, abbassamento della pressione sanguigna, ipersalivazione, allucinazioni, amnesia a breve termine e sonnolenza fino agitazione o convulsioni, aggressività, bradicardia, depressione respiratoria, apnea e coma (morte). Da considerare con molta attenzione è il potenziamento degli effetti indotti dal GHB quando associato con altre sostanze psicoattive e deprimenti del SNC. In particolare un’associazione frequentemente impiegata in casi di violenza sessuale è con bevande alcoliche (McCabe et al., 1971). Infatti, l’impiego di etanolo consente di ridurre le dosi di GHB da somministrare e permette di veicolare il GHB con una bevanda facilmente proponibile alla vittima. Il suo effetto è potenziato oltre che dall’alcol, anche dalle benzodiazepine e da altri neurolettici. Le destro amfetamine, il naloxone, il trimetadone, e il valproato antagonizzano le variazioni encefalografiche prodotte dal GHB. Non sono comunque segnalati antagonisti del GHB utilizzabili a scopo antidotico in pratica clinica (Chin et al, 1992).

Analoghi del GHB

Altri due composti che vengono utilizzati a scopo ricreativo o criminogeno al posto del GHB sono il GBL ed il 1,4-BD. Il GBL, liquido o solido, è la forma lattonica del GHB (nomi da strada: “blue nitro”, “gamma g”, “midnight blue”, “renewtrient”) ed in forma liquida è incolore con un leggero odore residuo. E’ facilmente diluito in acqua e bevande alcoliche. Il 1,4-BD è un liquido igroscopico incolore ed praticamente inodore (nomi da strada: “somato-pro”, “serenity”, “enliven”). Dopo l’ingestione entrambi vengono convertiti in GHB nel corpo (Doherty et al., 1978; Lettieri and Fung, 1978). Il GBL viene metabolizzato in GBH da una sieronolattasi calcio-dipendente (Arena and Fung, 1980; Roth and Giarman, 1965) mentre il 1,4-BD è metabolizzato in GBH in due tappe ad opera dell’alcol deidrogenasi e dell’aldeide deidrogenasi. Il GBL è più potente del GHB pertanto, a parità di dose, gli effetti avversi causati dal GBL saranno più pronunciati ed il rischio di overdose maggiore (Carter et al., 2009). Entrambi sono utilizzati sia come sostanze d’abuso che in DFSA.

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