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Gioco d’azzardo patologico. Nuove normative per la salvaguardia della salute e del minore

 In Psico&Patologie, N. 1 - marzo 2013, Anno 4

Ora, se da una parte l’inquadramento legislativo che ufficializza come patologia il Gambling è di per sé in grado di rendere più consapevoli gli utenti dei rischi e delle possibilità di accedere alle cure, è altrettanto evidente che questa è avvenuta paradossalmente prima che il mondo accademico abbia trovato un effettivo accordo sulla sua classificazione. Il far parte o meno di una categoria quale, la classe dei disturbi del controllo degli impulsi non classificati altrove nel DSM IV TR o, nel contesto internazionale dell’ICD-10 (International Classification of Diseases), nella classe dei Disturbi delle abitudini e degli impulsi, poco si sposa con la normativa vigente che classifica il Gioco d’azzardo Patologico in termini di Dipendenza.

Questa non concordanza di vedute, poi, va a sommarsi a quella di altri studiosi che di fatti credono che il gioco d’azzardo non rientri affatto nella patologia. Secondo alcuni di questi aver trovato al gioco d’azzardo un posto nella classificazione medica non potrà far altro che aumentare la percezione dell’esistenza della “patologia” e conseguentemente anche il numero di persone che andranno a incrementare la richiesta di assistenza senza una reale necessità. In quest’ottica il pensiero di Oldman è esemplificativo. Per lui la definizione di “compulsivo” non è altro che un ”etichettamento” di cui si appropria chi arriva ad una crisi finanziaria e riconosce che “è il momento di fare qualcosa”, ma il dover fare qualcosa, è per questi soggetti un‘adozione retorica che permette l’accesso più semplice all’aiuto (spesso con prestiti in denaro), piuttosto che non una reale necessità dettata da una patologia.

 

Bibligrafia

Camilli R., “Intervista riguardante le problematiche legate al gioco d’azzardo”, Jamma Magazine. n.72, Febbraio 2013.

Cancrini L., “Schiavo delle mie brame. storia di dipendenza da droghe, gioco d’azzardo, ossessioni di potere.” (a cura di), Frassinelli, Milano 2003.

Capitanucci D., Marino V., “La vita in gioco. Il gioco d’azzardo tra divertimento e problema” (a cura di), Franco Angeli, Milano 2002.

Dickerson M.G., “La dipendenza da gioco. Come diventare giocatori d’azzardo e come smettere” (a cura di), EGA-Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993.

Guerreschi C., “Psicologia del gioco d’azzardo.”(a cura di), McGraw-Hill Editore, Milano 2001.

Linden D.J., “La bussola del piacere. Ovvero perché junk food, sesso, sudore, marijuana, vodka e gioco d’azzardo ci fanno sentire bene” (a cura di), traduzione di Fabio Deotto, Codice, Torino 2012

Willians A., “Gioco d’azzardo un affare di famiglia.” (a cura di), Editori Riuniti, Roma 2000.

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