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Ossessioni criminali

 In SegnaLibro, N. 1 - marzo 2010, Anno 1

Roy Hazelwood, Stephen G. Minchaud, Ossessioni Criminali, Mediterranee, 2009 (Dark Dreams, St. Martins Press, 2001). 229 pp.

In Ossessioni Criminali, titolo originale Dark Dreams, gli autori Roy Hazelwood e Stephen Michaud – il primo noto profiler del FBI e il secondo giornalista di Dallas – conducono il lettore lungo un viaggio nei meandri delle menti devianti a partire dai numerosi serial killers e criminali sessuali che hanno terrorizzato gli Stati Uniti negli anni in cui lo stesso Hazelwood lavorava alla ormai famosa Beahvioral Science Unit. Quella stessa Unità di Scienze del Comportamento divenuta famosa nei primi anni novanta con l’uscita del celebre film “Il silenzio degli innocenti” tratto dall’omonimo libro dello scrittore Thomas Harris. In questo volume, sia chiaro, non si parla semplicemente di omicidi, seppur efferati. Gli autori scavano nei lati più perversi della mente umana con rigore scientifico e con assoluta obiettività.

Il pregio, e la vera utilità, di quest’opera è da ricercarsi nel fatto che vengano presentati casi realmente accaduti che per quanto bizzarri e efferati possano sembrare, purtroppo non sono rari, almeno nella realtà quotidiana degli Stati Uniti.

Un’ulteriore aspetto degno di interesse di questo lavoro, inoltre, consiste nel fatto che gli autori si sforzino di presentare e descrivere, attraverso lo studio dei casi concreti, le più comuni tecniche e metodologie utilizzate dai famosi profiler per stilare i profili comportamentali dei Soggetti Ignoti (UNSUB) autori o sospetti di aver compiuto il crimine.

Bondage sessuale, Masochismo, Feticismo, Autoerotismo estremo, Sadismo sessuale, sono solo alcune delle incredibili perversioni presentate nel libro e che, come ben precisato dagli autori, si possono ritrovare come componenti costanti nelle condotte dei più efferati criminali sessuali.

Sessualità estrema e perversioni sono state per anni il campo di ricerca di quegli studiosi del Bureau, di cui anche lo stesso Roy Hazelwood faceva parte.

Una ragazza di quattordici anni rapita e uccisa mentre faceva l’autostop con il fidanzato, una donna di poco più di vent’anni, impiegata in una impresa di pompe funebri, che si innamora di un cadavere e lo sottrae ai familiari, tre ragazzi di sette, nove e dieci anni che aggrediscono e molestano una ragazzina; questi sono solo alcuni dei molti casi esposti dagli autori di “Ossessioni Criminali”.

Il criminal profiling è quell’insieme di tecniche che servono a supportare il lavoro investigativo delle forze di polizia, che si basa sullo studio degli elementi comportamentali desunti dalla scena del crimine, dall’analisi delle vittime, dal’esame dei verbali degli interrogatori dei testimoni e del sospettato del crimine.

Uno dei lati più appassionanti dell’opera è dato dalla possibilità, per il lettore, di vedere applicate con discreto successo le moderne tecniche di profiling comportamentale, anche a casi, come quello di Jack lo Squartatore, di più di un secolo fa.

L’analisi comportamentale, ci viene suggerita nell’opera, non è da considerarsi applicabile solamente agli efferati casi di omicidio, ma è prevista anche una possibilità di impiego per quei casi che in apparenza appaiono privi di una spiegazione o di un movente, e quando la domanda più ricorrente fra gli investigatori è: “si è trattato di omicidio, suicidio o incidente?”.

In quest’ultimo caso si tratta di applicare una metodologia ideata dalla BSU e denominata EDA, Equivocal Death Analysis, utilizzata nei casi in cui ci sia il sospetto che dietro a una morte equivoca si potesse nascondere un omicidio, o come in gran parte dei casi, di un gioco auto-erotico finito male.

Modus operandi, overkilling, staging sono alcuni dei più comuni termini delle Scienze Forensi entrati ormai nel linguaggio comune, il primo sta a indicare il modo con cui un soggetto commette un delitto; il secondo, invece, è alla base di un bisogno ossessivo-compulsivo che si esprime nella necessità di provocare un numero di lesioni maggiore di quelle che servirebbero a privare la vittima della propria vita; ed infine lo staging, comunemente definito anche depistaggio, è la strategia di molti criminali di cancellare le tracce del delitto che potrebbero portare alla loro cattura.

Hazelwood, all’FBI, si è occupato per numerosi anni di crimini e criminali sessuali, e questo libro è la degna testimonianza della sua attività, portata avanti assieme a colleghi famosi come John Douglas e Robert Ressler, ideatori della famosa dicotomia criminale organizzato/disorganizzato.

Alla domanda sul perché negli ultimi anni il numero dei delitti a sfondo sessuale abbia visto un incremento, l’autore cerca di rispondere asserendo che alla base di ciò vi sia stato un graduale rilassamento della società statunitense e che sia andato via via modificandosi un codice di comportamento un tempo rigido, e che il comportamento di molti criminali si era presto adeguato a questo mutamento.

Il comportamento sessuale deviante e le perversioni violente sarebbero, quindi, il riflesso di una società con scarsi valori e che nel complesso considera accettabili condotte un tempo ritenute anormali.

La sessualità sarebbe pertanto una componente essenziale dell’essere umano? Pare proprio di si!

E allora partendo da questo assunto si potrebbe, a ragione, ritenere che le stesse pulsioni sessuali alla base di una condotta violenta renderebbe anche l’autore del crimine una vittima?; “absit ironia verbis”.

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