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(Al di là del) Bullismo

 In SegnaLibro, Anno 2, N. 3 – settembre 2011

Vera Cuzzocrea, (Al di là del) bullismo. Analisi, traiettorie evolutive e spazi di azione, ALPES ITALIA, Roma 2010

Il libro di Vera Cuzzocrea affronta un tema di assoluta attualità: quel fenomeno definito bullismo che racchiude in sé una serie di comportamenti problematici nei quali si manifestano le radici sia di situazioni specificamente psicopatologiche sia di comportamenti socialmente devianti. Il volume si pone quindi al confine tra un’analisi descrittiva del fenomeno che occupa tutto il primo capitolo, ed una parte più propriamente applicativa che occupa il secondo e il terzo capitolo, fino alla promozione di proposte operative di intervento basate su una ricerca sul campo. È evidente come una simile posizione collochi il volume in un’area di grande interesse, poiché, non sempre nell’analisi di un fenomeno si cerca un tale livello di concretezza. Come è noto, soprattutto dalle cronache, la scuola sta esprimendo in forma piuttosto rilevante la presenza di questo fenomeno poiché si costituisce come teatro privilegiato nel quale, gli attori sociali portatori del problema, in prevalenza, agiscono. Un’analisi del fenomeno, dunque, non solo con un occhio attento agli aspetti evolutivi, ma anche l’indicazione di percorsi che possono rivelarsi idonei a favorire il cambiamento, individuando quali linee strategiche possono essere utilizzate per ottenere un intervento efficace nella politica scolastica.

Perché il titolo (Al di là) del bullismo? Perché fin dal titolo si esplicita l’intenzione dell’autore di fare un passo oltre una semplice, sia pur necessaria, analisi del fenomeno, “oltre” nel senso del superamento, o perlomeno, nel tentativo del superamento di una situazione collettiva che può rischiare di trasformarsi in una sorta di atteggiamento passivo, impotente, della società di fronte all’inefficacia degli organismi formativi. Sembra il tentativo di rispondere a un’antica domanda: che fare?

E qui il volume suggerisce quali sono gli interventi di prevenzione primaria da effettuare fin dalle scuole materne focalizzando l’attenzione sul sistema famiglia, sempre più crogiuolo di contraddizioni e di forme devianti di relazione, una famiglia che si rivela, da una parte elemento di protezione, e dall’altra fattore di rischio nella genesi delle condotte prevaricatorie.

L’opera suggerisce che l’attenzione va, in definitiva, posta non solo nell’identificare proprio le determinanti del rischio, ma soprattutto nella promozione dei fattori di protezione, come indica l’autrice, nel capitolo tre. Sul tema del bullismo è stato detto molto ma quasi esclusivamente dal punto di vista delle cronache e/o delle ormai trite trasmissioni televisive, che hanno assunto il ruolo di salottiere analisi sociologiche con suggerimenti che diventano suggestioni, o peggio, indicazioni di comportamento. Ecco perché, il tipo di attenzione e, diremmo, la focalizzazione sul tema che si riscontra nel volume, costituiscono un elemento di pregio del lavoro. Se in una prima analisi l’obbiettivo è quello di recuperare, analizzandoli, i contributi presenti in letteratura, dall’altro inizia fin dal secondo capitolo quel passaggio centrale che l’autrice stessa indica così: “dalla teoria alla pratica passando per la ricerca”.

Si rende, in tal modo, evidente come sia di fondamentale importanza, intervenire precocemente sul fenomeno del disagio sociale anche come area specifica di interesse a prescindere dal bullismo. Un intervento precoce, un monitoraggio dei fattori di rischio e l’ampliamento dei fattori di protezione consentono di “intercettare le traiettorie evolutive e modificarle” … come dice l’autrice. Per ottenere tutto ciò, nell’ultimo capitolo troviamo strade nuove alla ricerca di soluzioni senza cadere in quelle formule a carattere talmente generale da rivelarsi, nella prassi, inefficaci. Di sicuro interesse la riflessione conclusiva sulle cosiddette pratiche di tipo riparativo, che si pongono come meta “il ripristino di relazioni efficaci” attraverso “un insieme coerente di obbiettivi […] nell’ottica di un approccio globale”, vera e propria tutela e valorizzazione del rispetto tra tutti, come fondamento di una società in grado di risolvere le inevitabili contraddizioni del suo diventare civiltà.

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