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Giovani e comportamenti a rischio per la cavità orale

 In FocusMinori, N. 1 – marzo 2015, Anno 6

I giovani dei paesi maggiormente industrializzati rispondono ad atteggiamenti devianti che derivano dalla sempre più richiesta di integrazione.

Il mondo di Internet e i mass-media intervengono come modelli da emulare in momenti delicati delle giovani generazioni. Infatti, potremmo parlare di identità connesse-sconnesse per il fatto che gli adolescenti ricercano la loro identità tramite la “connessione” alla rete dei social networks o degli smartphone sempre più evoluti; per la disponibilità di tempo illimitata della connessione ad Internet sono facilmente consultabili 24 ore su 24.

Ad esempio i mass-media tendono ad indicare gli “stereotipi di magrezza”, qual’ è il peso forma ideale per essere accettati dalla società.

Gli adolescenti come caratteristica della loro età tendono all’autonomizzazione, al distacco dalla famiglia, alla ricerca della loro identità e alla loro approvazione da parte dei coetanei, non ultima l’accettazione di sé.

Alcuni ragazzi durante questa fase assumono condotte e comportamenti pericolosi, devianti e voluttuari come ad esempio il fumo, le droghe, l’alcol fino ad arrivare a comportamenti estremi come il vampirismo.

Alcuni di questi comportamenti vengono definiti “malattie sociali”, “epidemiche”, in quanto si propagano e diffondono nella popolazione con molta rapidità e riguardano molte persone.

Possiamo distinguere molti comportamenti a rischio diffusi tra i giovani e i danni che si manifestano a livello della cavità orale, organo destinato alla conoscenza del mondo in età infantile e organo più vulnerabile in tutte le fasce d‘età.

Una visione completa e multidisciplinare di questi comportamenti sarebbe la strada ideale da percorrere qualora fosse necessario un intervento di prevenzione primaria (cioè in assenza di malattia e dei suoi segni) o secondaria (cioè quando sono presenti segni di malattia assolutamente reversibili).

A tale proposito è necessario fare riferimento alla definizione di salute dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute): “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità”.

Recarsi in un ambulatorio dentistico, ad esempio anche solo per una seduta di igiene orale può permettere al clinico di intercettare segni e sintomi causati da certi comportamenti viziati che abbiam definito come malattie sociali.

Esistono molti comportamenti deviati che causano danni, a volte irreversibili alla cavità orale e quindi, a tutto l’organismo essendo essa il primo tratto dell’apparato gastrointestinale.

In questa sezione ne prenderemo in considerazione solamente alcuni:

  • disturbi alimentari,
  • il tabagismo,
  • l’uso di droghe,
  • il vampirismo.

I disturbi alimentari

I disturbi alimentari (DA) o della condotta alimentare (DCA) sono alterazioni del comportamento alimentare caratterizzati da non adeguati assunzione e/o assorbimento di cibo che si traducono in una significativa compromissione del benessere psicofisico da parte dell’individuo. 
Modificazioni quantitative e qualitative del cibo introdotto giornalmente portano inevitabilmente ad alterazioni sistemiche, quindi di tutto l’organismo in tutte le sue funzioni. 
Riveste un particolare ruolo la cavità orale, la quale è attaccata da sostanze acide come una scorretta dieta liquida a base di succhi di frutta o bevande energizzanti; questi soggetti preferiscono sostituire la “normale” dieta con sostanze solide (da loro meno accettate psicologicamente) con una dieta liquida ricca di zuccheri.

Infatti da qualche anno e sempre con maggior frequenza, gli operatori del settore odontoiatrico riscontrano nella bocca dei pazienti alterazioni del tessuto duro del dente di origine non batterica, definite tooth wear (usura, consumo del dente); questi soggetti rendono la loro alimentazione talvolta compulsiva fissandosi solo su determinati alimenti.

È chiaro però che i DA includono anche una serie di altre “abitudini” che mettono a repentaglio la salute della bocca: episodi indotti di emesi (vomito); per tale ragione la cavità orale si trova a contatto con acidi gastrici e vomito per lunghi periodi.

Con l’andare del tempo si cominciamo a notare “segni” a livello dei tessuti duri e molli (denti, gengive e mucose) presenti nella cavità orale.

I denti cominciano ad andare incontro ad erosione, più o meno marcata a seconda della frequenza, entità e durata nel tempo degli episodi di emesi.

Il termine erosione, dal latino “erosio” significa corrosione, più o meno lenta, di sostanza dura superficiale del dente causata da un processo chimico senza coinvolgimento di batteri; è influenzata dalla frequenza e dalla durata delle esposizioni all’acido (bevande e vomito nei disturbi dell’alimentazione).

Infatti conditio sine qua non sono la frequenza, il durata e l’entità dei fenomeni di emesi.
In molti di questi soggetti si ha perdita di produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari e quindi, la perdita delle fondamentali funzioni ed effetti benefici a carico di denti e apparato digestivo.

Senza saliva o con sue ridotte quantità il dente risulta più facilmente attaccabile dai batteri della carie e da sostanze acide subendo processi di erosione e demineralizzazione.

A livello sistemico si ha uno squilibrato scambio/ricambio minerale con influenze su tutti i tessuti duri, osso e denti compresi.

Ma senza una particolare attenzione alla prevenzione (importanza della multidisciplinarità), anche la terapia più mirata, con il passare del tempo, potrebbe essere compromessa; infatti, la guarigione di questi pazienti non è mai del tutto completa.

Il tabagismo

Altra malattia sociale a rischio è il tabagismo; la nicotina è considerata una delle 11 sostanze psicoattive.

A livello mondiale circa un terzo della popolazione adulta utilizza tabacco, ma l’abitudine al fumo è diffusa molto anche nell’età giovanile, secondo i dati dell’ISTAT del 2011, il 22,3% è la quota di fumatori nella popolazione con età pari a 14 anni e più.

Il fumo a livello del cavo orale, provoca danni che spaziano da innocue pigmentazioni sui denti e restauri dentali sino a quelle più serie come il cancro orale.

Il fumo emesso contiene circa 4.000 diverse sostanze tossiche, di cui 300 cancerogene dette “prodotti di combustione”.

L’esposizione ad agenti cancerogeni come tabacco ed alcol può provocare tumori e lesioni orali pre-cancerose a livello del cavo orale; la loro associazione moltiplica i loro effetti sull’organismo.

Il primo lavoro scientifico significativo che è stato fatto sul fumo risale al 1957: il fumo veniva classificato come fattore di rischio. Il rischio associato all’uso di tabacco è dose-dipendente, ovvero aumentando il numero di sigarette aumenta il rischio di malattie fumo correlate.

Ad oggi l’evidenza medica ci dice che il rischio di ammalarsi per un fumatore è tre volte superiore ea quello di un non fumatore e tale dato riguarda anche le lesioni del cavo orale, primo organo del corpo ad essere in diretto contatto con il fumo.

Tra le prime manifestazioni in un fumatore abbiamo un ridotto senso del gusto e dell’olfatto che possono variare da transitori a permanenti.

Inoltre i fumatori hanno una maggiore probabilità di ammalarsi di parodontite ed andare quindi incontro ad una più precoce perdita dei denti; la gravità della malattia è dose correlata, aumenta cioè con il numero di sigarette fumate e con gli anni di abitudine al fumo.

Sono imputabili al fumo una alterata risposta immunitaria e danni alla vascolarizzazione della gengiva con conseguente riduzione della concentrazione di ossigeno del tessuto gengivale.

Studi recenti hanno evidenziato che in soggetti fumatori si ha una maggior prevalenza di carie dentali rispetto ai non fumatori per differenti aspetti microbiologici orali che si acquisiscono; studi dei Paesi Scandinavi affermano inoltre che il soggetto fumatore è carente di Vitamine, importanti per tutti i processi essenziali dell’organismo.

Uso di droghe

Come accennato prima esistono sostanza psicoattive di cui alcuni soggetti abusano; tra queste anfetamine, cannabis, cocaina, oppioidi, allucinogeni, ecc…

Un dato inquietante è l’aumento del poli-consumo di tendenza tra gli adolescenti, di marjuana, cocaina, ecstasy ed alcol.

Le varie sostanze psicoattive hanno diverse modalità di assunzione, possono essere inalate, iniettate o fumate.

La cocaina viene spesso tagliata con l’amido di granturco, lo zucchero a velo, raramente il bicarbonato o il talco ed anche con alcuni anestetici.

I giovani la iniettano o la inalano anche mescolata all’eroina, ma un’altra modalità molto di moda è spalmarla sulle gengive; ciò causa danni allo smalto dei denti per la presenza di sostanze acide utilizzate per tagliare la cocaina.

Il danno può variare in base al consumo che potrà essere da occasionale a ripetuto e compulsivo.

Il fumo della cannabis e della marjuana pigmenta lo smalto dentale di marrone e verdastro, modificando l’aspetto estetico del sorriso.

L’uso cronico di queste sostanze ha effetti lesivi sulle mucose orali e sulla gengiva portando il tessuto da ipertrofico ad una vera e propria lesione precancerosa.

L’abuso di eroina provoca nel paziente tossicodipendente crisi ipoglicemiche che inducono il paziente ad aumentare il consumo di zuccheri e anche lo stesso sciroppo di metadone distribuito dal SERT è dolcificato, che in soggetti con scarsissima cura verso al propria persona porta al manifestarsi di carie dentali anche di elevata entità, fino alla riduzione completa dell’elemento dentario.

Nei tossicodipendenti da eroina si evidenzia un elevato numero di carie per i motivi sopracitati; il disinteressamento globale che gli stessi hanno nei confronti della loro persona porta quindi alla mancata consultazione di specialisti per la propria cura.

Inoltre l’abuso di sostanze induce nel cavo orale xerostomia (mancata produzione di saliva), infiammazioni gengivali severe, infezioni orali, aumento di carie dentali per scarsa igiene e malattie delle mucose orali.

L’abuso di cannabinoidi determina un aumento del carcinoma orale a causa del potere inibitorio del sistema immunitario da parte dei principi attivi della cannabis e prodotti di combustione.

Il vampirismo

Altro comportamento/tendenza di moda a rischio è il fenomeno del vampirismo, che si sta diffondendo tra gli adolescenti ad emulazione anche di alcune saghe del cinema e della letteratura moderna.

La moda del momento seguita dagli adolescenti è “bere” il sangue umano; sembra che a tal proposito l’adolescente emulante si crei built-up a livello delle cuspide dei denti canini a riproduzione della dentatura di Dracula.

L’emulazione dei vampiri prevede che alcuni componenti della setta siano i donatori e altri bevitori, il tutto avviene in fortissimo segreto e prevede un rituale ben preciso per entrare nella setta richiedendo comportamenti particolarmente rischiosi, con i conseguenti rischi che derivano dal bere sangue.

Il rischio infettivo si allarga ai vari microorganismi che possono essere trasmessi tramite il sangue umano. I più rischiosi sono i virus delle Epatiti B, C, AIDS che comportano alterazioni e patologie infezione-correlate irreversibili per l’organismo umano.

La modalità di infezione è di tipo orizzontale, cioè il contagio avviene da persona a persona per via ematogena (cioè tramite sangue infetto). L’agente patogeno contamina i tessuti orali, soprattutto se presentano soluzioni di continuità (ovvero ferite o lacerazioni), in tal modo è favorita la penetrazione dei virus nelle cellule dell’organismo ospite (in tal caso il bevitore) e la successiva replicazione e inizio dell’infezione vera e propria.

Il presupposto per l’infezione è però legato al soggetto donatore di sangue, esso deve essere pertanto portatore sano o malato (quindi, infetto da virus attivi).

I virus più pericolosi, per gravità dei danni e la non guarigione, sono quelli dell’AIDS (virus HIV) e dell’Epatite C; in genere cronicizzano e in alcuni casi portano fino a morte.

In conclusione risultano molte le devianze che compromettono la salute dell’ambiente orale ed è a tal fine rivelante per il professionista della orale un aggiornamento costante necessaria per una buona e moderna pratica.

L’Organizzazione Mondiale della Salute ha definito la salute orale come parte integrante della salute generale dell’individuo e ha costantemente evidenziato lo stretto legame tra dieta e salute orale. Risulta chiaro, a questo punto, quanto sia necessaria un’azione precoce del clinico nell’intercettare eventuali lesioni e correlarla ai fattori di rischio modificabili nel pazienti.

È altresì fondamentale comunicare e parlare con il paziente, lasciare che il suo “spazio” sia da esso sentito e sfruttato ai fini di miglioramento della salute, non solo orale, ma anche intesa come psico-fisica.

Bibliografia

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Mincione E., et all. Indagine su un campione di pazienti in trattamento con psicofarmaci Atti del 3° Congresso Nazionale Collegio Docenti 1996.

Montagna F., Il trattamento odontoiatrico del paziente con patologie sistemiche, Promoass, Roma, 2010.

Spadari F., La Salivazione Monografia Ed. Spec. Biopharm 2003.

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