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Farmaci, giovani e social network

 In FocusMinori, Anno 9, N. 4 – dicembre 2018

Già nel 2010 le Nazioni Unite tramite il documento World Drug Report (WDR, 2010)[1] hanno riferito che l’uso non medico di farmaci da prescrizione è particolarmente ricorrente nei giovani. Ancora prima negli Stati Uniti notiamo la presenza di questi cocktail già negli anni sessanta del secolo scorso.

Le ragioni che portano i ragazzi ad acquistare e utilizzare farmaci sono disparate, alcune ricerche concentrano l’attenzione sull’idea che ragazzi fanno uso di medicinali perché si tratta in ogni caso di sostanze legali, pertanto non possono essere dannose come le comuni droghe da strada, la seconda ragione consiste nel fatto che si tratta di materiali che se intercettate dalle forze dell’Ordine non comportano conseguenze come la detenzione di sostanze classiche, la terza consiste nel fatto che sono di facile reperibilità.

Nel 2009 McCabe[2] ha svolto uno studio su 12.441 studenti delle scuole superiori pubbliche e private degli Stati Uniti per ricercare le motivazioni per l’uso di farmaci da prescrizione. I motivi indicati dai soggetti intervistati sono stati:

  • per rilassarsi o per alleviare la tensione, 56,4%;
  • per sentirsi bene o per sballarsi, 53,5%;
  • per sperimentare, vedere com’è e cosa si prova (curiosità), 52,4%;
  • per alleviare il dolore fisico, 44,8%;
  • per divertirsi con gli amici, 29,5%

Nel 2011, il National Institute on Drugs Abuse (NIDA) ha prodotto un documento[3] in cui sono raccolti i seguenti 12 motivi maggiormente indicati da adolescenti e giovani adulti per l’uso improprio di farmaci:

  • sono facili da reperire, come ad esempio dall’armadio dei medicinali di genitori, parenti o amici, 62%;
  • sono reperibili ovunque, 52%;
  • non sono droghe illegali, 51%;
  • sono facilmente ottenibili tramite prescrizioni effettuate per altre persone, 50%;
  • se scoperti, si può obiettare di avere la prescrizione apposita, 49%;
  • sono economici, 43%;
  • sono più sicuri delle droghe da strada, 35%;
  • danno meno effetti indesiderati delle droghe da strada, 32%;
  • sono facilmente acquistabili in Internet, 32%;
  • possono essere un valido aiuto per lo studio, 25%;
  • si prova minor vergogna/imbarazzo nell’usarli e nel dichiarare di farlo, 21%;
  • i genitori non si preoccupano significativamente quando un figlio li assume, 21%.

Sempre nel medesimo studio sono emerse tra i giovani americani le seguenti modalità di approvvigionamento:

  • gratuitamente da parenti o amici, 54,2%;
  • con prescrizione da un singolo dottore, 18,1%;
  • tramite acquisto da parenti o amici, 16,6%;
  • da venditori di droga o estranei, 3,9%;
  • con prescrizioni da più dottori, 1,9%;
  • tramite Internet, 0,3%.

Sul fronte nazionale invece, già nel 2016 una ricerca dell’Agenzia Italiana del Farmaco realizzata nell’ambito del progetto europeo Fakeshare[4], ci ribadisce che un italiano su quattro compra farmaci online e nella maggior parte dei casi si tratta di acquisti illegali.

Ad oggi, nel 2018 lo sviluppo del web, la possibilità di connettersi liberamente con l’utilizzo della rete 4G, che permette connessioni da ovunque, di grande qualità e più difficoltose da rintracciare ha sicuramente accresciuto l’uso dei siti internet per l’acquisito di tali sostanze da parte di giovani.

«Per quanto riguarda internet» si legge negli ultimi studi di settore[5] «hanno un ruolo importante il “Dark Web” e il “Deep Web” che permettono di navigare e trovare risorse in assoluta privacy, poiché utilizzano un web proxy che si connette usando un indirizzo IP non visibile ai più noti motori di ricerca». Senza considerare che oramai anche i Social Network possono essere utilizzati da giovani e giovanissimi per la ricerca, lo scambio, la vendita e acquisto di sostanze stupefacenti[6].

 

Tipologie di farmaci

Attualmente i farmaci più usati a scopo ricreativo dai giovani in Italia sono la Codeina, lo Xanax e più recentemente l’Oxycontin.

La Codeina viene ottenuta prevalentemente tramite metilazione della morfina ed è utilizzata principalmente come analgesico, spesso in combinazione con il paracetamolo o l’acido acetilsalicilico. La Codeina è chiamata dai giovani “Purple Drank”, termine slang che indica una mistura a base di sciroppo per la tosse usato impropriamente rispetto alle indicazioni mediche e facendone quindi una droga ricreazionale.

Il “Purple Drank” cominciò a diffondersi negli anni Sessanta, del secolo scorso, a Houston, quando i musicisti blues prendevano del Robitussin (farmaco anti tosse) mischiato alla birra. Nei decenni successivi la bevanda ottenne popolarità, soprattutto grazie ad artisti hip hop come Dj Screw. Alla droga è infatti attribuita l’ispirazione per il loro tipico stile. Nel Giugno del 2000, con il singolo dei Three 6 Mafia, Sippin on Some Syrup, il termine “Purple Drank” divenne popolare a livello nazionale. A portare la Codeina sulle prima pagine dei quotidiani nazionali fu però un evento luttuoso: il 16 novembre del 2000 Dj Screw muore nel suo studio di registrazione a Houston: l’autopsia certificò l’abuso di codeina e valium come cause dirette della morte. Negli anni successivi la Codeina è additata come causa di morte di altri rapper americani, tra questi Big Moe e Pimp C. Mentre nel 2013 è la superstar del rap Lil Wayne a essere ricoverato in preda alle convulsioni dopo un presunto abuso di “Purple Drank[7]”.

Nel 1992, in Italia il cantante Il Generale (precursore del genere musicale raggamuffin italiano) pubblicò il singolo Pupilla all’interno del quale è contenuto il verso «C come codeina, gli sciroppi per la tosse danno una mina»: da allora nel nostro paese il “Purple Drank” è meglio conosciuto per la sua associazione con la scena trap (sottogenere musicale dell’hip hop) che negli ultimi anni l’ha ampiamente popolarizzato con testi dei brani musicali molto espliciti, come ad esempio questi sotto riportati:

«Tu mi senti io non sento te,
ti divido in due rap Mosè, chiedi che cos’è?
Un cocktail di codeina e percocet,
lo prendi e ti trasporta a Saint-Tropez!
Ercole, con la scarpa con l’iperbole,
ho fatto più dischi di Miguel Bosè,
recco le strofe che le barre sono 103,
vuoi le prove che lo faccio meglio frate? Eccole![8]
».

«Non parlo con una guardia,
Fendi e Chanel per la mia ragazza
Porta i contanti oppure cambia faccia
In giro non parliamo con nessun
Per me tu non sei niente, sei nessun
Faccia d’angelo, anima al diavolo
Alprazolam per stare calmo[9]».

Su internet numerosi sono i forum nei quali giovani e giovanissimi si confrontano sulle giuste dosi per preparare la “Purple Drank”, nonché video tutorial postati su Youtube. Per preparare la bevanda viene usato generalmente sciroppo per la tosse contenente Codeina o Prometazina usate in dosi maggiori rispetto a quelle consigliate, poi mescolato con bevande gassate, generalmente Sprite.

Nel 2016 il quotidiano La Repubblica[10] riporta difatti di numerosi ragazzi lombardi che nel weekend si recano nelle farmacie della Svizzera ad acquistare confezioni di Makatussin, uno sciroppo per la tosse contenente codeina, la cui vendita è possibile solo dietro prescrizione in Italia, ma libera in Svizzera. Con 7 euro si acquista la boccetta da 80ml, sufficiente per preparare la “Purple Drank” per cinque o sei persone, una volta mescolata alla Sprite (o a qualsiasi altra bevanda gasata).

La Codeina tra i giovani è sempre più sinonimo di sballo a basso costo. L’individuo che ne fa uso percepisce un forte senso di sedazione a cui si accompagna un effetto euforizzante che risulta essere decisivo per lo sviluppo di dipendenza. Gli effetti negativi a breve termine comprendono un altissimo rischio di sviluppare assuefazione e dipendenza, il che porta l’individuo a consumare sempre più dosi di farmaco in un intervallo di tempo via via più ristretto. Nel periodo di astinenza, l’individuo sviluppa forte irritabilità accompagnata da turbe del sonno e desiderio smodato di assumere ulteriore farmaco.

Oltre alla Codeina, una altro farmaco sta prendendo piede nei consumi dei giovani e giovanissimi italiani: lo Xanax. Tale farmaco appartiene alla famiglia delle benzodiazepine. Secondo un articolo del New York Magazine del 2012, queste sostanze sopprimono gli output dei neurotrasmettitori che interpretano la paura. In poche parole, eliminano le capacità di avvertire il pericolo[11].

Le prescrizioni di benzodiazepine sono cominciate negli anni Sessanta, del secolo scorso, negli Stati Uniti: Valium, Klonopin, Xanax. L’abuso di benzodiazepine è un problema particolarmente serio soprattutto negli Stati Uniti, dove più del 5% della popolazione adulta ne fa uso, e tra questi una fetta tra il 10% e il 25% ne sono dipendenti. Bisogna anche tenere presente che nel 2015 ci sono state circa 5.000 morti correlate alle benzodiazepine, un aumento del 500% nelle overdose rispetto al 2000[12].

Le benzodiazepine hanno esiti particolarmente letali se combinate con gli oppioidi e in un terzo di tutte le overdose con esiti fatali negli Stati Uniti compare anche il consumo di benzodiazepine in qualche forma. «Elvis, Heath Ledger, Michael Jackson, Amy Winehouse e Whitney Houston avevano tutti tracce di benzodiazepine in corpo quando sono morti ma il gruppo demografico più prono a diventare dipendente è di età compresa tra i 18 e i 34 anni, con già una dipendenza da altre sostanze. Due le possibili spiegazioni per il largo uso dello Xanax. Il primo che “addolcisce” gli effetti del down da altre droghe; e il secondo che sul mercato nero lo si trova a prezzi bassissimi[13]».

Ecco la testimonianza, rilasciata dalla di un ragazzo di 18 anni messo in una struttura psichiatrica dopo che la Polizia l’ha trovato in blackout da Xanax: «Le benzodiazepine ti fanno sentire molto meglio di quanto tu in realtà stia quindi ti capita di prenderne altre quando sei già strafatto. Io le usavo per puri scopi ricreativi, all’inizio, ma dopo i primi giorni c’è proprio una spinta mentale a prenderne ancora. Ma la soglia di tolleranza alla sostanza cresce in fretta, quindi ti ritrovi a prendere il triplo di quello che prendevi all’inizio per ricreare gli stessi effetti[14]».

Anche in Europa il problema si sta facendo grave: 366 persone sono state uccise nel 2015 da overdose legate alle benzodiazepine nel Regno Unito, più di quelle uccise da cocaina o MDMA[15].

L’Oxycodone (oppure Depalgos se associato a paracetamolo) è un totale agonista oppiaceo semi-sintetico, sintetizzato in Germania nel 1916. Si tratta di un antidolorifico estremamente potente che viene prescritto per ridurre il dolore da cronico a severo principalmente in pazienti oncologici e in pazienti con dolore cronico. OxyContin è un oppioide che crea grande dipendenza e costituisce un serio problema medico e sociale, uguale a quella da eroina o morfina. L’OxyContin piace ai giovani perché ha degli effetti simili a quelli di tutti gli altri oppioidi forti: insorgenza rapida del “rush”, euforia, tranquillità interiore, sensazione di benessere. Lo sballo dura circa tre ore. Spesso chi abusa di tale droga, frantuma, inala le pastiglie, oppure le mastica o le mischia con acqua e le inietta favorendone così un più rapido e intenso afflusso al cervello. Questa pratica può portare all’overdose dell’ingrediente attivo dell’OxyContin.

Negli Stati Uniti l’Oxycodone è arrivato sul mercato nel 1995 ed è stato presentato dai produttori come antidolorifico «comune» e per molti malati, è stato un sollievo. Ma dal 1999, duecento mila americani sono morti per overdose da OxyContin e farmaci simili. Quattro eroinomani su cinque hanno iniziato la loro storia di dipendenza da antidolorifici di quel genere. Gli Stati Uniti, oggi, stanno affrontando la più drammatica e devastante epidemia di eroina nella storia del mondo occidentale.

Ecco perché trovare scatole di OxyContin nella stanza di un ragazzino sono un segnale di un abuso sommerso e di un rischio per il futuro.

I primi spacciatori di pillole a base di Oxycodone per giovani e giovanissimi furono fermati in Italia a Roma nel 2015 nella periferia Nord Est. Uno dei fermati aveva in casa anche un ricettario e alcuni timbri con intestazioni di diversi studi medici[16]. In Italia l’Oxycodone si vende in farmacia solo con ricetta medica: una scatola da 28 compresse costa 15 euro, sul mercato dello spaccio lo rivendono anche a 30-40 euro per pasticca.

 

Internet e abuso di farmaci

Attualmente uno dei Social più usato dai ragazzi è sicuramente Instagram e la recente introduzione in esso della funzione video-live ha profondamente modificato il comportamento dei suoi utilizzatori. I live sono un servizio che permette di trasmettere video in diretta che rimangono però accessibili solo per un certo numero di ore dopo le quali il video sparisce e con esso tutti i commenti e i like (indici di gradimento) ricevuti. Insomma non ne rimane traccia. Per tale motivo questa funzione è subito diventata uno strumento ottimale per i più giovani per riversare azioni estreme, devianze comportamentali, alla ricerca di consensi e di visibilità tra i follower (seguaci che seguono un profilo).

Partendo proprio dall’analisi di profili Instagram di ragazzi e ragazze minori o poco più, appartenenti al territorio milanese è emerso soprattutto nell’ultimo anno un elevato uso e spesso abuso di cocktail farmacologici.

Un susseguirsi di immagini di boccette di Codeina mescolata a Sprite, di pasticche di Xanax e più recentemente di OxyContin che accompagnano la giornata di ragazzi e ragazze. Il tutto con un continuo richiamo al rosa, il colore della “Purple Drank”. Il colore del mix ottenuto è viola-rosaceo, a causa dei coloranti contenuti nello sciroppo da qui il nome: sciroppo rosa. Da ciò nasce il continuo richiamo al rosa usato nei video e nelle immagini postate sui social dai ragazzi che ne fanno uso. Numerosi sono i nomi dati a tale cocktail che corrono nei post dei giovani consumatori: Sizzurp, Lean, Syrup, Barre, Dirty Sprite, Texas Tea, Purple Drank, Nuvolo, Euphon, elencati con un susseguirsi di hashtag.

Questa moda si sta diffondendo velocemente e in maniera inosservata e spesso il cocktail viene consumato in casa sotto gli occhi ignari di genitori. Numerosi sono i video che documentano sui loro social con dovizia di particolari le modalità di preparazione e la condivisione dello sballo con gli amici: in casa, nei parchetti, nelle discoteche.

Dalla analisi dei social si osserva che i giovani fanno sempre più spesso uso insieme alla Codeina-Sprite di Xanax. Il mix viene chiamato dai giovani XnxCod o XnxCodein. Il dato più inquietante in questo crescendo di cocktail farmacologici è il sempre più frequente uso tra i giovani del farmaco OxyContin, fatto che deve preoccupare profondamente, poiché il rischio concreto è che si crei una dipendenza di massa da farmaci e poi da eroina come sta avvenendo negli Stati Uniti.

 

Modalità di recupero

La vendita di questi farmaci in Italia è possibile solo dietro prescrizione, ma è libera in altri paesi come la vicina Francia e Svizzera. Quindi i giovani possono spostarsi e fare scorte, ma come si evince dai loro Social è possibile acquistarli attraverso i numerosi siti online, che offrono anche vantaggiose offerte per grossi quantitativi di vendite con consegna garantita a casa, garantendo pacchi anonimi. I ragazzi in rete si scambiano i link dei siti che vendono tali farmaci senza prescrizione. E quando uno di questi viene oscurato ecco che riparte un nuovo tamtam di link e di proposte, tutto in un vortice accompagnato da musiche di trap italiani e americani che inneggiano l’uso di tali cocktail.

I canali di approvvigionamento e smercio sono poco o per nulla indagati. Nel mese di marzo di quest’anno una farmacia di Treviglio (Bergamo) ha segnalato un gruppo di ricette falsificate con un timbro rubato a un medico dell’ospedale «Sacco»: prescrizioni per OxyContin e Tramadolo (altro oppioide sintetico). Nel 2017 i carabinieri di San Donato hanno arrestato due iracheni, 25 e 37 anni, che vendevano compresse di ossicodone fuori dalle scuole di Segrate e Peschiera (avevano duemila pillole). A inizio 2017 i poliziotti del commissariato «Porta Genova» di Milano hanno invece fermato due egiziani che spacciavano farmaci a giovani liceali tra cui l’OxyContin.

Inchieste significative, ma isolate e che lasciano ipotizzare un sommerso non ancora definibile. Nell’aprile del 2018 la Polizia Locale di Milano ha arrestato un cittadino di origine Algerina. Il soggetto arrestato oltre al possesso del metadone, veniva sorpreso con quasi 13 grammi di Hashish; 251 pastiglie da 2.5mg di Lorazepan ABC; 108 pastiglie da 10 mg di Olanzapina; 10 pastiglie da 2 mg di Trilafon; 16 pastiglie da 50 mg di Quetiapina (dato del Nucleo Contrasto Stupefacenti della Polizia Locale del Comune di Milano).

 

Conclusioni

In Italia è in crescita tra gli adolescenti il problema dell’assunzione di droghe e di farmaci. La maggior parte degli adolescenti oggi crede che i farmaci non creino una dipendenza e quindi tendono a farne uso per gli effetti euforici. L’accessibilità di queste sostanze e la curiosità sono fattori ad alto rischio che possono causare in un breve periodo una dipendenza.

La maggior parte di queste sostanze possono creare effetti collaterali devastanti, come la depressione, cambiamenti di umore improvvisi, un deterioramento del sistema immunitario ed esaurimenti nervosi che creano delle variazioni del battito cardiaco e della respirazione[17]. La dipendenza da farmaci implica quindi dei cambiamenti nella vita sociale di una persona giovane che può entrare più facilmente in conflitto con la famiglia e gli amici e di conseguenza porta a un desiderio di isolamento.

Gli adolescenti hanno bisogno di essere educati circa l’abuso di sostanze, come ad esempio la tossicodipendenza, per creare consapevolezza tra loro e per aiutarli a fare scelte migliori nella loro vita. In questi percorsi di prevenzione ed informazione devono intervenire i genitori, gli educatori e le Forze dell’Ordine prima che diventi una vera e propria emergenza sociale.

Dal punto di vista legale si deve infine considerare che sia la detenzione che lo spaccio di sostanze stupefacenti elencate alla tabella IV del Testo Unico sugli Stupefacenti D.P.R. 309/90 prevede pesanti sanzioni di carattere penale.

 

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