Un distillato Bohémienne tuttora famoso: l’assenzio

 In Sotto il Segno del Culto, N. 3 - settembre 2016, Anno 7

Tipi di Assenzio

Tradizionalmente, in epoca antecedente al proibizionismo, l’assenzio veniva classificato in base alla qualità come: ordinario (45-50% volume), semi-fine (50-68% volume) e fine, superiore o svizzero (68-72% volume; Lachenmeier et al., 2006). Diverse erano le modalità di preparazione del liquore ovvero attraverso distillazione del decotto, tramite decantazione dei rami in soluzione alcolica (solitamente liquori aromatizzati simili alla Grappa a base di Ruta) o mediante la macerazione delle piante durante il processo di distillazione [15]. L’assenzio svizzero ovvero quello di più alta qualità era prodotto esclusivamente per macerazione e successiva distillazione delle piante officinali mentre per quanto riguarda invece gli altri due tipi, il distillato ottenuto veniva diluito con alcol etilico (de Brevans, 1908). Per tipologia di produzione i tre diversi distillati venivano poi suddivisi tra “Blanche”, sostanzialmente incolori e “Verte”, colorati di verde. L’assenzio di tipo “Blanche”, se prodotto con perizia, non era semplicemente la versione non colorata del corrispettivo “Verte”, ma bensì, la ricetta si presentava diversa e prevedeva l’utilizzo di molte più erbe in distillazione, tra cui anche molte piante che solitamente venivano incluse nella colorazione (Lee and Balick, 2005).

lambè o bohémienne, tipica modalità di consumo dell’Assenzio

Flambè o bohémienne, tipica modalità di consumo dell’Assenzio

Se l’obiettivo era invece quello di ottenere un assenzio “Verte”, il liquore, dopo la distillazione, passava attraverso un’ulteriore fase consistente in una colorazione assolutamente naturale ottenuta tramite una macerazione con altre erbe officinali, tra cui principalmente melissa, artemisia pontica e issopo, dalle quali si estraeva la clorofilla (Wittels, 2004). Quando la clorofilla delle piante non era sufficiente a conferire al prodotto la giusta tonalità di verde, si aggiungevano solfato di rame, anilina verde, curcumina e altri coloranti, non tutti genuini e quindi corresponsabili della tossicità della bevanda [16]. Con l’avvento del proibizionismo e dopo la messa al bando dell’assenzio, in Svizzera, si cominciò a produrre clandestinamente “La Bleue”, il nuovo assenzio. Questo non veniva più colorato, perché sotto forma di liquido incolore poteva meglio essere contrabbandato (Schneir and Baumbacher, 2012). Il fascino dell’assenzio è anche legato al suo particolare modo di consumarlo, che ne costituisce di per sè un rituale. In effetti, esistono tre diversi modi per berlo: liscio, alla francese, flambé o bohémienne, il cui sapore varia di conseguenza. Il rituale classico è quello alla francese in cui si versa nel bicchiere una dose di assenzio, si appoggia un apposito cucchiaino forato, con una zolletta di zucchero sopra, e con una brocca, si fa gocciolare dell’acqua ghiacciata (5 parti per 1 parte di assenzio) sullo zucchero per stemperarlo dolcemente; quest’ultimi hanno la funzione di diluire ed addolcire la proverbiale amarezza dell’assenzio (Lee and Balick, 2005). Nel caso invece della modalità flambé o bohémienne, prima di tutto si mette il cucchiaino con lo zucchero sopra il bicchiere su cui si versa l’assenzio bagnando la zolletta di zucchero e successivamente avvicinandola al liquore. In seguito si incendia la zolletta in modo tale che il fuoco caramelli lo zucchero che gocciolando infiamma anche l’assenzio. Fatto caramellare per una quindicina di secondi si spegne il fuoco e si allunga la miscela con acqua. Questo metodo rende l’assenzio caldo e inebriante (Vogt and Montagne, 1982).

Nell’assenzio di elevata qualità compare solitamente il cosiddetto effetto “louche”, ovvero una torbidità gradualmente crescente o una parziale traslucidità quando viene aggiunta dell’acqua. L’effetto “louche” è prodotto dalla precipitazione degli oli essenziali delle erbe officinali, principalmente dell’artemisia, dell’anice e del finocchio quando entrano in contatto con l’acqua. Questo effetto si manifesta infatti nel momento in cui un olio essenziale fortemente idrofobo viene disciolto in un solvente miscibile in acqua [17]. La rinascita “legale” dell’Assenzio, ebbe luogo a Praga, dove Radomir Hill, proprietario di una distilleria in Repubblica Ceca, dopo aver assaggiato dell’absenta in Spagna, territorio in cui il distillato non era mai stato messo al bando, decise di provare a riprodurlo. Il risultato fu un liquore a base di anice stellato che ben poco però aveva a che fare con l’assenzio (Padosch et al., 2006). Attualmente, la maggior p arte dei tipi di assenzio contiene gli stessi ingredienti presenti nel distillato di origine pre-proibizionismo e, per quanto riguarda la sua produzione nei paesi della comunità Europea il contenuto in thujone non deve superare i 35 mg/l (EEC, 1988). L’assenzio, oggi divenuto perfettamente legale, viene prodotto seguendo la tradizione del “La Bleue” presentando quindi caratteristiche peculiari rispetto al normale “blanche”, ma che proprio a causa della sua “artigianalità” non possiede l’eleganza e la raffinatezza del “blanche” prodotto seguendo il modello ottocentesco. L’ingestione del decotto di assenzio, ottenuto per ebollizione e successivo riposo dell’infuso o tisana, successivamente filtrata, non deve superare i 10 g di pianta fresca di assenzio per dose singola giornaliera del decotto stesso, per non incorrere in sovraccarico epatico o addirittura tossicità.

Aspetti legali

Come già in parte descritto, la storia, così come i conseguenti risvolti legislativi relativi all’assenzio, come bevanda alcolica, ma anche semplicemente come pianta (Artemisia absinthium L.), sono controversi e non facili da interpretare.

La nota bevanda alcolica infatti ha subito nei secoli, non solo legislazioni differenti nei vari Stati ma anche il susseguirsi di periodi in cui era considerata legale, da periodi in cui era bandita.

Tuttavia, tra il 1915 ed il 1988, periodo in cui l’assenzio (come bevanda alcolica) fu bandito nella maggior parte dei paesi europei, anche le ricerche etno-farmacologiche relative ai suoi potenziali utilizzi in campo medico, subirono un notevole rallentamento (in questo periodo infatti sono scarse le pubblicazioni scientifiche (Lachenmeier, 2010).

I cambiamenti legislativi europei avvenuti recentemente, sembrano essere stati incentivati del fatto che in alcuni paesi, tra cui Regno Unito e Spagna, non è mai stato vietato, quindi si è dato inizio ad una armonizzazione tra i vari stati per soddisfare la libera circolazione delle merci in ambito dell’Unione Europea, così come previsto dalle regole del Tratto CE (articoli 28-30; ISS 2008; Padosch et al., 2006) [18].

A tal proposito quindi a livello europeo, si esprime prima la “Codex Committee on Food additives”, inserendo nel “Codex Alimentarius” delle restrizioni sull’uso del’α e β-tujone, fissando la quantità massima di tujone che può essere presente nel prodotto finale al massimo di:

  • 5 mg/kg in cibi e bevande;
  • 5 mg/kg in bevande alcoliche con non più del 25% in volume di alcol;
  • 10 mg/kg in bevande alcoliche con più del 25% di alcol in volume;
  • 35 mg/kg negli amari (Codex Alimentarius Commission 1979).

Successivamente si è espressa anche l’Unione Europea attraverso l’Allegato II della Direttiva 88/388/EEC (EEC, 1988; SCF, 2003) sugli aromatizzanti, inserendo un’ulteriore restrizione a quelle già apportate nel “Codex Alimentarius”, ossia quella relativa alle derrate alimentari contenenti preparazioni a base di salvia, per le quali sono consentiti al massimo 25 mg/kg di tujone, aggiungendo inoltre che non può essere aggiunto come tale al cibo (SCF, 2003). Infine, nel 2009, l’EMEA sancisce che il massimo quantitativo giornaliero accettabile di assenzio, basato sulla presenza di tujone, è pari ad una dose giornaliera di 3,0 mg/persona per una durata massima di 2 settimane (EMEA, 2009).

In Italia, dopo che la monarchia nel 1931 vietò l’assenzio dopo un referendum, e il decreto legislativo del 25 gennaio 1992 n. 107 (GU, 1992), a dispetto di un articolo di legge mai abrogato, sembra consentirne la vendita (in e-commerce), nel 2004 il Ministero della Salute (Circolare n. 2 del 25 novembre 2004, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2004) ha inserito l’olio dell’Artemisia absinthium L. in una lista degli estratti vegetali non ammessi negli integratori alimentari. Tuttavia, la capitula, l’herba c. floribus e il folium dell’Artemisia absinthium L. invece, sono state inserite nella lista degli estratti vegetali ammessi negli integratori alimentari (con le seguenti indicazioni: funzione digestiva; regolare motilità gastrointestinale, eliminazione dei gas; e contrasto dei disturbi del ciclo mestruale [19].

In Francia, il Decreto 88-1.024 del 2 Novembre 1988 ha confermato la Legge 16 Marzo 1915 ristabilendo il divieto di vendita dell’assenzio e di liquori similari ed elencando le sostanze la cui presenza pone il liquore nella medesima categoria di divieto dell’assenzio. La legge parla di “divieto di vendita” e dunque, stabilito che la produzione e la licenza di esportazione sono possibili a tutt’oggi, si è aperta la strada alla commercializzazione (con i limiti imposti dalla citata direttiva europea) dell’assenzio francese, ma solo in Paesi al di fuori della Francia (al momento l’unico è l’absinthe La Fée[20].

La situazione oltreoceano risulta anch’essa complessa, negli Stati Uniti infatti, l’assenzio è stato vietato fino al 1912 a causa del contenuto in tujone. Tuttavia, nel 2007 è stata approvata la vendita di alcuni prodotti commerciati come “absinthe”. Questo perché l’Agenzia che regola l’utilizzo di alcol negli USA (the Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau) definisce “thujone free” (un requisito imposto dalla FDA per tutti i cibi a base di Artemisia absinthium L.) un contenuto di tujone inferiore a 10 parti per milione (10 mg/L). Tuttavia ad oggi non è ammesso l’utilizzo del tujone in qualità di sostanza aromatizzante, come additivo alimentare (in accordo alla sezione 801° del Federal Food, Drug, and Cosmetic Act; agosto 1972) e come bevanda tradizionale [21].

Conclusioni

L’assenzio, una bevanda spesso associata ad uno stile di vita di “Bohémienne” e considerata la musa ispiratrice di molti artisti famosi del XIX sec, in passato ha goduto di enorme popolarità tanto che si è parlato di un vero e proprio abuso collettivo provocando di conseguenza la sua proibizione in molti paesi (Gambelunghe and Melai, 2002). Ciò nonostante dopo numerose vicissitudini ha riacquistato la sua “legalità” tornando in voga e riacquistando la sua fama. Tuttavia, a ragion del fatto che tale preparato è potenzialmente pericoloso sia a causa dei principi attivi (tujone) in essa contenuti, sia soprattutto a causa del suo potenziale grado alcolico, questo prodotto dovrebbe essere controllato. Questo aspetto va tenuto in forte considerazione, poiché la sua legalizzazione lo ha fatto diventare una bevanda comune tra i giovani ed è stato causa di numerose intossicazioni (Weisbord et al., 1997). Inoltre, in alcuni “Smart shop”, locali dediti alla vendita di sostanze stupefacenti o psicoattive non ancora poste sotto controllo legislativo, si vendono anche bevande a base di assenzio contenenti tujone [22]. Per di più, il suo impiego in contesti magico-esoterici con lo scopo di provocare alterazioni dispercettive ed allucinazioni in giovani assuntori, richiede un monitoraggio sempre maggiore per la conoscenza della sempre maggiore diffusione di questo distillato.

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NOTE

[1] http://misterix.myblog.it/

[2] www.esotericamente.it

[3] http://pochaontas.jimdo.com/erbe-magiche/

[4] http://ermetical.blogspot.it/2011/06/lassenza-dellassenzio.html

[5] www.esotericamente.it

[6] http://www.ortoflora.it/assenzio.htm

[7] http://www.storiadellafarmacia.it/wp-content/uploads/2011/08/Farmacopea_ferrarese.pdf

[8] www.erowid.com

[9] http://img.poliziadistato.it/docs/Glossario_sitoweb.pdf

[10] http://misterix.myblog.it; www.esotericamente.it; http://rosediaradia.forumfree.it; http://www.bethelux.it/lammas.htm; http://pochaontas.jimdo.com/erbe-magiche

[11] http://www.bethelux.it/lammas.htm

[12] http://rosediaradia.forumfree.it/?t=58333068

[13] http://www.galenotech.org/assenzio.htm

[14] http://salute.leonardo.it/assenzio-qualita-e-controindicazioni/

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[16] www.galenotech.it

[17] http://www.spumarche.com/folder-archive/saladalettura/approfondimenti/assenzio-artemisia-absinthium

[18] http://www.galenotech.org/assenzio.htm

[19] http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_paginearee_1268_listafile_itemname_2_file.pdf

[20] http://www.galenotech.org/assenzio.htm

[21] http://www.galenotech.org/assenzio.htm; ISS 2008; https://www.erowid.org/chemicals/absinthe/absinthe.shtml

[22] www.erowid.com

 

 

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